ISTRUZIONI PER L'USO

IL TALLONE D'ACHILLE è pensato per scrivere libri, direttamente su questo blog. Qui comincia l'Eredità di Michele, l'ultimo scritto. Il precedente è stato interrotto, si vede che doveva maturare. Qui trovate IL primo LIBRO, col suo indice ed i post che lo compongono.
I "libri" raccolgono commenti, critiche e suggerimenti di chiunque voglia partecipare con spirito costruttivo. Continuano un percorso iniziato con le Note scritte su Facebook , i cui contenuti sono ora maturati ed elaborati in una visione d'insieme, arricchiti da molti anni di esperienze diverse e confronti con persone diverse.

I Post seguono quindi un percorso logico che è bene conoscere, se si vuole ripercorrere il "discorso" complessivo. Naturalmente è possibile leggere singoli argomenti ai quali si è interessati. Argomenti spot - che spesso possono nascere dall'esigenza di commentare una notizia - saranno trattati in pagine dedicate.

Buona partecipazione!


giovedì 30 marzo 2017

Capitolo IX - Le Istituzioni dell’Unione Europea. Chi rappresentano.


Link al Capitolo VIII                            scarica versione PDF 



La Costituzione non ce l’abbiamo, in Europa, ma abbiamo i Trattati che ne fanno le veci.

Chi li ha fatti? Si legge, nel Preambolo del trattato (che fa parte integrale del testo):

“PREAMBOLO
SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI, SUA MAESTÀ LA REGINA DI DANIMARCA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, SUA MAESTÀ IL RE DI SPAGNA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO, SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI BASSI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE, SUA MAESTÀ LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD [1],

… e scopri che ci sono ancora un sacco di Re e Regine, in quest’ Europa moderna, cavolo! La Rivoluzione Francese non ha funzionato.

Come hanno deciso? Continuiamo a leggere. Sempre loro : Re, Regine e Presidenti, si sono concentrati e …

DECISI a segnare una nuova tappa nel processo di integrazione europea intrapreso con l'istituzione delle Comunità europee,

ISPIRANDOSI …  RAMMENTANDO … CONFERMANDO … DESIDERANDO … DECISI … DETERMINATI … DECISI … DECISI .. DECISI … DECISI … 

IN PREVISIONE degli ulteriori passi da compiere ai fini dello sviluppo dell’integrazione europea  …

HANNO DECISO di istituire un'Unione europea e a tal fine hanno designato come plenipotenziari:

(elenco dei plenipotenziari non riprodotto)

I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, hanno convenuto le disposizioni che seguono


e si comincia …

Mumble mumble …  Re e Regine … attraverso i loro “plenipotenziari” (non riprodotti) … in previsione di ulteriori passi … per ora, ci hanno regalato questo.

Ci inchiniamo alle Loro Maestà

Come si fa a navigare in un testo giuridico di cinquecento pagine, disseminato in diversi Trattati, scritto in maniera molto tecnica, più astrusa che complicata, pieno di rinvii e rimandi che sembra una caccia al tesoro, per capire cosa c’è scritto? Altro che licenza elementare. Una buona laurea in giurisprudenza non è sufficiente. Perché devi capire molto di economia, di mercati, di finanza, di globalizzazione, per poter procedere nella caccia al tesoro. Ammesso che in fondo, ci sia un tesoro. E armarti di santa pazienza, ma tanta, per superare gli ostacoli e i trabocchetti disseminati qua e là che sembra abbiano lo scopo preciso di farti stancare, nella defatigante caccia al tesoro. Capita, se lo sforzo appare improbo, che ti arrendi prima di arrivare in fondo. Prima di aver “capito”. E siccome la legge non ammette ignoranza, è colpa tua.

Partiamo da una constatazione di carattere generale, che riguarda tutte le leggi attuali, e non solo i trattati europei. Hanno una caratteristica in comune, uno schema generale che viene sempre più  rispettato, negli ultimi decenni, fatto più o meno così:

- i primi articoli contengono affermazioni di principio altisonanti; ti raccontano che questa legge è stata scritta per fare un mondo migliore, e ti spiegano anche perché abbiamo bisogno di un mondo migliore e si ricollegano ad altre leggi fatte di principi, tutti sacrosanti. Come fanno a non piacerti, quei principi lì? Ti piacciono, soprattutto quando leggi i giornali o ascolti la TV che si fermano qui, ai principi sacrosanti  e non vanno più avanti. Se affini lo sguardo, un po’ come se stessi giocando con la settimana enigmistica, a cercare l’oggetto misterioso mimetizzato fra altri che non c’entra nulla con gli altri oggetti, anche fra quei principi ci trovi qualcosa che non c’entra nulla, a ragionarci su per benino. Nessuno se ne accorge, per due semplici motivi: 1) anche quelli allenati devono sforzarsi per trovare gli oggetti misteriosi, che la settimana enigmistica nasconde così bene;  2) non ti passa proprio per la testa, quando leggi una Legge ufficiale, che ti trovi fra le mani una specie di settimana enigmistica. Quindi non ti concentri, non ti sforzi e, semplicemente, “non li vedi”.

- gli articoli seguenti ai principi, entrano invece nel dettaglio e, attenzione, attenzione, mentre ci dicono come il principio si traduce in pratica, attribuiscono diritti, impongono doveri, riconoscono interessi legittimi, negano altri interessi. Qui giornali e tv sorvolano molto velocemente, se proprio hanno deciso di avventurarsi. Proprio qui, dove lo sforzo per riuscire a capire è titanico, ed un aiutino sarebbe proprio desiderabile. I legislatori (che in genere firmano senza leggere le proposte scritte dai “tecnici”, ed anche se le leggono non le capiscono, perché li hanno scelti apposta così, i loro capi partito, che noi non li possiamo più scegliere), sono diventati maestri ad usare un burocratese alienante ed una tecnica a prova di bomba: il rinvio ad altre norme.

Funziona così: il tuo diritto c’è, salvo quanto disciplinato dal quinto comma, secondo paragrafo, punto “iii” del d.l. tal dei tali dell’anno del mai del mese del poi (e successive modificazioni). Se sei stato tanto impertinente da seguire il tuo istinto e sei andato a controllare quel codicillo, proprio mentre sei quasi arrivato a capire in cosa consiste quella eccezione, che hai la sensazione sgradevole che voglia cancellare quel tuo diritto pomposamente dichiarato nei principi e dettagliatamente disciplinato negli articoli seguenti … ecco un altro rinvio. E poi un altro. E un altro ancora. Finché, stremato, ti accorgi che non hai capito se il diritto c l’hai o non ce l’hai, ma ti consoli con la speranza, raccontandoti che, in fondo, quella legge è stata scritta con tutti quei bei presupposti, ti pare che vogliono escludere proprio me?     

- le sanzioni. Qui, miracolosamente, riscoprono il dono della chiarezza: se sgarri, tu paghi.

Nei Trattati Europei, c’è tutto quello di cui sopra, più il fatto che a scriverli hai dovuto mettere d’accordo più di una dozzina di élite diverse (ehi, non crederai mica che siano stati scritti dai rappresentanti del popolo, quei trattati lì; sono i plenipotenziari di Re, Regine e Presidenti), provenienti da popoli diversi che hanno lingue diverse, storie diverse, culture diverse e si guardano con sospetto, queste elite, perché non si amano affatto e hanno trascinato i loro popoli in guerra fino a ieri, per la gloria dei loro Re. Oggi, hanno deposto fucili e carri armati, e si sono armati di leggi, di astuzie, di inganni.

E così, noi popoli europei non ci spariamo più per litigarci la terra, nel nome della Patria e dei nostri Re. E questo ci rassicura. Ma ci sforziamo di diventare più competitivi  per accaparrarci il lavoro, che manca, che è sempre più precario e sempre meno pagato, ma ci serve per sopravvivere. Finendo per farci un guerra fra poveri che ci ha tolto la Dignità e la Libertà, mentre continua ad arricchire i ricchi ed i potenti, in tutti i paesi del’Unione ma anche le multinazionali e le banche, dentro e fuori dall’Europa. Guerra assai meschina e non meno devastante di quella fatta con le bombe. Quella fatta con le bombe, ci raccontiamo, che è “per fortuna” che le nostre élite la esportano altrove, in realtà è solo per vigliaccheria. E quando quei poveracci che i nostri aerei bombardano a casa loro vengono da noi, attratti dal “sogno europeo”, li vediamo come il fumo negli occhi, che ci rubano il lavoro. E gli sbattiamo la porta in faccia.

Veniamo a noi : qui le Fonti Ufficiali
I principali sono due: il Trattato sull’Unione europea; il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea; più altri minori.

Poi abbiamo le versioni consolidate. Cosa sono? Ci dicono che servono per capire meglio ma, attenzione: le istituzioni declinano ogni responsabilità!  Non hai capito bene? Sono cavoli tuoi.

Non ci credi? Ecco il testo ufficiale (su Eur-Lex) :

“Per "consolidamento" si intende l'integrazione in un atto legislativo delle sue successive modifiche e rettifiche. Questa operazione consente una maggiore trasparenza e un accesso più agevole alla legislazione dell'UE. Una serie di atti legislativi, pubblicati in diversi numeri della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (GU), sono riuniti come "famiglia consolidata" in un unico documento di agevole lettura.
I testi consolidati sono messi a punto unicamente a scopo documentario e le istituzioni non assumono alcuna responsabilità quanto al loro contenuto. Tali testi non hanno quindi valore giuridico. Ai fini giuridici si deve fare riferimento ai testi pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.”

Che, tradotto in volgare, vuol dire : quello ufficiale, pubblicato sulla Gazzetta,  non si capisce, è troppo frammentato. Per questo noi te lo spieghiamo mettendolo tutto insieme in un unico documento (che è egualmente difficilissimo da capire) ma, fai attenzione: quello che scriviamo per spiegartelo non ha valore. Ha valore solo quello che non si capisce. Il tutto, in nome della trasparenza

Spulciando fra le cinquecento pagine dei trattati sull’Unione, sorvolando sulla marea di cose scritte esclusivamente per confondere; cancellando idealmente tutti quei roboanti principi che sono pomposamente affermati nei preamboli ma subito smentiti nella disciplina puntuale; resta ben poco.

Quel poco che resta, è drammatico. Anzi, a giudicare dagli effetti prodotti nel tessuto sociale ed economico dei paesi europei, direi “tragico”. Tutto, ma proprio tutto, è riassumibile in due soli Principi Fondamentali. Questi sì, coerentemente, e pedantemente e insistentemente, vengono non solo  affermati come Principi, ma anche declinati nella successiva disciplina puntuale, disseminata nelle cinquecento pagine, e mai smentiti da altre norme, né regolamenti, né codicilli :

1) l’Unione esiste per garantire la Stabilità dei prezzi, la stabilità della Moneta.

2) l’Unione esiste per garantire, (vietando l’Intervento degli Stati), un Contesto Altamente Competitivo.

Che parli a fare di solidarietà, di collaborazione, di crescita sostenibile, se poi le regole del gioco ti impongono di tirare il freno, ti vietano di essere solidale, ti mettono l’uno contro l’altro, Meccanicamente e Potentemente, che alla fine i popoli europei che desideravano l’Europa dei popoli cominciano oramai a guardarsi in cagnesco? Non sei in errore, sei in mala fede : ci hai proprio truffati, raggirati, traditi.
Questi principi li dobbiamo capire proprio bene. Quali effetti producono, Meccanicamente e potentemente. Come favoriscono i ricchi ed i potenti, come danneggiano tutti gli altri.

Partiamo da qui :

L’articolo 127, paragrafo 1, del Trattato europeo stabilisce che:

1. L'obiettivo PRINCIPALE del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato "SEBC", è il mantenimento della stabilità dei prezzi.

e continua : bla, bla, bla : FATTO SALVO  l'obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC  ( bla, bla, bla ) sostiene (dopo, se possibile, in pratica solo se compatibile con la stabilità dei prezzi)  le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea. 

Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo una efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all'articolo 119.

Cos’è e come funziona la stabilità dei prezzi.

Attenzione a capire di quali prezzi si parla.

Cosa è la moneta, lo ricordiamo? Quella cosa che permette gli scambi ma permette anche di accumulare potere di acquisto. Obiettivi contraddittori, avevamo detto, perché,  per favorire gli scambi (che devono avvenire fra tutti), la moneta deve circolare.Per consentire l’accumulazione (di pochi), invece,  la stessa moneta deve essere sottratta alla circolazione.

Regola di bazzica : Se c’è “troppa” moneta in circolazione, se circola “troppo velocemente”, se ci sono “troppi scambi” (e poca produzione),  arriva l’inflazione. Meccanicamente. Puntuale come la morte. La  moneta perde valore (ci compri meno cose): orrore! La moneta perde stabilità (non sai più quanto ci potrai comprare domani): disperazione! Per garantire la stabilità della moneta, quindi, ne deve circolare poca (e chi se ne frega degli scambi). Garantire la stabilità della moneta, lo capisce anche un bambino, serve dunque a rassicurare i proprietari della moneta. Quelli che l’hanno accumulata. Quelli che l’hanno sottratta alla circolazione. Chi altri? Più ne hanno, e più sono terrorizzati dall’idea che possa perdere valore.

Ma ci raccontano che siamo noi a doverci preoccupare.

Ti dicono che serve per proteggere il povero disoccupato, la Stabilità della Moneta;  per proteggere la vedova inerme dall’inflazione, (se vai sul sito della BCE trovi simpatiche favolette,a riguardo). Intanto alla vedova hanno deciso che le toglieranno la pensione di reversibilità, e dai e dai gliela toglieranno davvero (dal che desumi quanto sia profondo il desiderio di tutelarla). E a te, disoccupato, tranquillo che ti stiamo creando una buona compagnia, che così non ti annoi. E se la smetti di lamentarti, ti daremo anche una piccola mancia, per sopravvivere.  Non la sentite, forse, la voce seria e professionale dei professori sapienti, la crema della crema europea, che siede nella Commissione (ma chi li ha scelti?) e pontifica:  “una inflazione del 5 per cento sarebbe una vera tragedia”. Meglio lasciarla sotto al 2%. Ti rendi conto che tu, si, propri tu con i tuoi dieci euro in tasca, senza di noi e la nostra sapienza potresti scoprire amaramente che il prossimo anno quei 10 euro ne potrebbero valere solo 9,50? Carini, lo fanno per noi, per i nostri 50 centesimi. Ci garantiscono che, male che va, ne avremo almeno 9,81, di euro, con un’inflazione al di sotto del 2 per cento. Intanto rimani disoccupato, ché se vi occupiamo tutti l’inflazione sale al cinque per cento ma poi che li guadagni a fare quei dieci euro se poi, dopo un anno, valgono solo 9,50%? Stiamo lavorando per te.

Fermiamoci un attimo, sul concetto di inflazione, che non è affatto scontato.  L’inflazione è un aumento dei prezzi. Tutti sappiamo che quando nei banchi del mercato arrivano le prime ciliegie (che sono poche) il prezzo delle ciliegie è alto. E appena arriva la notizia che il maltempo potrebbe distruggere il raccolto, il prezzo delle ciliegie sale ancora di più. Scampato il pericolo, arrivano tante ciliegie sui banchi del mercato, e il prezzo scende. Quindi, è evidente, per esperienza di tutti noi, che il prezzo è inversamente proporzionale alle quantità offerte: più ciliegie ti offrono, e meno le paghi. Meno te ne offrono, e più le paghi.

Ma c’è un altro motivo per cui il prezzo può salire, o scendere : la quantità di soldi in tasca ai compratori di ciliegie. La domanda di ciliegie dipende non solo da quante ciliege ci sono, ma anche da quanti soldi abbiamo in tasca. Se abbiamo pochi soldi, ci compriamo tre etti di ciliegie, ma se ci arriva a tutti quanti un grosso aumento di stipendio, noi corriamo al mercato e invece di tre etti ne vogliamo 2 chili. Sai, una ciliegia tira l’altra. E siccome le ciliegie sul banco sono sempre le stesse, ce le vendono a un prezzo più alto. Il prezzo è direttamente proporzionale alle quantità domandate. Più ne vogliamo, più costano; meno ne vogliamo, meno costano.

Ma facciamo un’altra ipotesi: prendiamo mille disoccupati e li mettiamo  a lavorare in un frutteto, dandogli uno stipendio. Dopo un anno avremo più soldi in tasca ai consumatori e quindi più domanda (che fa salire il prezzo) ma anche più ciliegie, e quindi più offerta (che fa scendere il prezzo). Il prezzo, quindi, da una parte sale (più soldi) e da una parte scende (più ciliegie) e allora non ha ragione di muoversi; rimane fermo. Ma una differenza c’è, eccome : TUTTI MANGIANO PIU’ CILIEGIE. 

E’ una scoperta importante, molto importante. Perché ci fa capire che è possibile stare tutti meglio con un piccolo tocco di bacchetta magica. Tutte le volte in cui : manca il lavoro; mancano cose di cui abbiamo bisogno; abbiamo gli strumenti per produrre quelle cose; abbiamo capacità di organizzare un’impresa; ma mancano solo i soldi; i soldi li possiamo inventare (esattamente come fa il sistema finanziario privato sopra nazionale) e usarli per creare benessere. Avremo meno disoccupati e più ciliegie da mangiare.

Rileggere, e meditare.

Rileggere, e meditare.

Rileggere, e meditare.

Sì ma per produrre le ciliegie devi comprare i concimi e mandare i trattori che consumano petrolio che noi lo dobbiamo comprare all’estero. Quindi: se fai crescere il benessere, aumenta l’import e ti indebiti con l’estero. Meglio stare fermi! (questo ce lo dicono i professori). Ecco : usa meno concimi e derivati del petrolio, che le ciliege vengono molto più buone e non sono tossiche; così riduci l’import. Se non basta, un po’ di ciliegie le vendi agli stranieri. Insomma, basta prestarci attenzione, alle cose. E’ solo “se lasci fare” e aspetti che si aggiustino da sole che le cose vanno a rotoli.

Vanno male, sicuramente, se lasci fare ai mercati. Perché non sono né intelligenti né previdenti. Sono solo avidi ed hanno dimostrato contro ogni ragionevole dubbio di essere insensibili a qualsivoglia squilibrio socio economico e ambientale. Non gliene frega niente dei poveri, non gliene frega niente dei disoccupati, non gliene frega niente dell’ambiente. Qualcuno osa ancora ad avere dei dubbi, a riguardo?

E, allora, basta. BASTA. Basta, di lasciar fare ai mercati. Ci si rimbocca le maniche e si inizia a far le cose per benino, riassumendoci la responsabilità che abbiamo delegato a questi pazzi incoscienti.

Ancora dubbi sull'inflazione? Tranquillo, tirali fuori i tuoi dubbi, che è normale: sono decenni che ci raccontano, i professori, che l'inflazione ci fa male, ma tanto male che bisogna curarla con l'aspirina e gli antibiotici, che è normale che tu sia preoccupato.

Allora guardala da questo altro punto di vista: l'inflazione è la febbre. Non è una malattia, la febbre, ma un sintomo: ti dice che devi stare attento e qualcosa non va. Cosa ti ordina, infatti, il dottore se hai la febbre? Se hai poche linee, non ci pensare nemmeno a prendere medicine: riguardati e controllati. Se la febbre sale a trentotto, stai molto attento, ma se puoi resisti: è l'organismo che si sta difendendo. Sono i tuoi anticorpi che combattono contro agenti estranei, a far salire la temperatura: è una buona difesa, migliore di tutte le medicine! Se fai scendere la febbre, quando non serve, impedisci al tuo organismo di difendersi da solo. Certo, se poi sale a trentanove, a quaranta, spicciati a prendere un'aspirina, qualcosa del genere che ti raffreddi un po', perché il tuo organismo chiede aiuto. Quanto agli antibiotici, aspetta: se dopo uno o due giorni la febbre sparisce da sola, che te li prendi a fare? Che quelli lo sai che buttano giù, fanno male, ti fiaccano e poi fanno diventare i batteri anche più resistenti. Se la febbre non se ne va, vai di antibiotici. Se dura ancora, fatti le analisi.

Cosa ci dicono i professori per curare l'inflazione? Che se l'inflazione si avvicina salendo al due per cento, devi iniziare a tirare il freno. E' esattamente come se il dottore ti dicesse: appena la temperatura sale a trentasei e otto, piglia l'aspirina. A trentasette e due parti senza indugi con gli antibiotici. A trentasette e mezzo raddoppia la dose, fatti un salasso. E' un buon dottore?

Nei trattati questo c'hanno scritto: se sale l'inflazione sopra il due per cento, uccidi l'economia, senza pietà, costi quello che costi. Pur di garantire l'unica casa che conta: la stabilità della moneta.
E siccome sono un po' tedeschi, quelli le regole le rispettano, alla lettera.

Una "sana" inflazione sopra il due per cento, ci dice solo che l'economia è viva
e si sta risvegliando. Se l'ammazzi sul nascere, come puoi stupirti che siamo sempre più fiacchi?

Perché l'ammazzano sul nascere, la ripresa economica? Che, a furia di medicine, siamo sempre più fiacchi?

Avete presente la ricchezza di carta? Quella che proviene dal nulla; fatta di soldi fatti coi soldi e con l’inganno? Quella dove sono investite le ricchezze di tutti i buoni e i cattivi del mondo? Quella gonfiata sui mercati finanziari grazie al denaro creato dal nulla dal sistema finanziario privato e sopra nazionale che abusa del suo potere  e ne crea fiumi e montagne?

Quella ricchezza è potere d’acquisto: vendi un titolo, ti accreditano il conto, ci compri le ciliegie, la barca, la casa al mare, un diamante per tua moglie.

Rileggi, e ripeti a voce alta : quella ricchezza di carta, creata dal nulla, è potere d’acquisto reale (“reale”, roba da Re). E’ solo nelle mani di chi gioca coi titoli, aiutato dagli amici degli amici. Non aiuta l’economia reale. Rende potenti gli amici degli amici.


Finché dura, la bolla; sostenuta contro ogni logica dai numeri delle banche centrali; da politici venduti o deficienti (fa poca differenza); ma anche dalla infinita forza della stupidità umana; quella ricchezza di carta, fatta di cenere e destinata a tornare cenere, è un immenso potere d’acquisto. Ci compri cose, beni reali. Esattamente: se sei potente ed organizzato, ci compri i beni reali degli Stati che stai mandando in malora, e delle famiglie che stai riducendo in povertà. Tutti svendono, pochi  accumulano.

Perché non si spicciano? Assolutamente non possono, devono procedere con molta calma e lentezza, e per un tempo lunghissimo, perché se vanno di fretta succedono tre cose che gli creerebbero enormi problemi:

1) da una parte, vendendo in poco tempo tanti titoli per trasformarli in denaro sonante, i prezzi dei titoli inizierebbero a scendere (ferrea legge della domanda e dell’offerta); e questa cosa, soprattutto quando i prezzi sono troppo alti e nessuno vuole rimanere col cerino in mano, innesca meccanismi perversi in base ai quali tutti inizierebbero a vendere sempre più in fretta, rovinando in poco tempo la montagna di ricchezza di carta (e di potere d’acquisto).  Cenere. Calma  e gesso.

2) dall’altra parte, comprando in fretta beni reali, farebbero salire la domanda e quindi i prezzi delle cose che vogliono comprare (inflazione, orrore!) e, in conseguenza, potrebbero comprarne di meno, di beni reali
. Sempre di meno. Cenere.

3) comprando rapidamente cose, metterebbero i soldi in circolo, nelle tasche di aziende e famiglie; l'economia si riprenderebbe e nessuno più avrebbe bisogno di "svendere" il patrimonio.

Invece, con la deflazione, ne comprano sempre di più! Noi dobbiamo "svendere", quando c'è la deflazione. Bella, no? Se non ci fosse la si dovrebbe inventare (tranquillo: l’hanno fatto, poi vedremo). Se l’inflazione terrorizza i detentori di ricchezze fasulle, lo capite che la deflazione, che è il suo contrario, gli fa un gran comodo? Un po’ di inflazione si accompagnerebbe alla crescita del lavoro e dei beni materiali, che tornerebbero ad essere scambiati. Invece la deflazione, per esistere, pretende che non ci siano scambi. Così, quei pochi che avvengono, avvengono a prezzi sempre più bassi.

Domandati perché la ripresina in Europa si vede mentre in Italia c'è ancora deflazione. Ricordati delle nostre ricchezze e dei nostri politici che hanno smesso di tutelare i nostri interessi. Cerca risposte.

Ma come, guido : a me non dispiace mica se le cose da comprare costano sempre di meno! 

Vero. Ma c’è una bella differenza fra le cose che costano meno perché ne abbiamo prodotte tante, e quelle che costano meno perché abbiamo tolto i soldi dalle saccocce di chi vuole comprarle. E’ stata questa la scelta fatta (poi ci torniamo).

I soldi ci sono, ma stanno nelle tasche sbagliate.

Rifletti : le banche centrali che, con il quantitative easing, comprano sui mercati secondari montagne di miliardi di titoli, fanno il loro mestiere : garantiscono la stabilità dei prezzi  … dei titoli.  L'abbiamo visto che sono prezzi gonfiati: bolla speculativa. Senza il loro aiuto tornerebbero a terra, quei prezzi fasulli, attratti inesorabilmente dalla forza di gravità.

Però, però, si interviene a senso unico (ed è un senso sbagliato): se facessero davvero bene il loro mestiere, le banche centrali (garantire la stabilità dei prezzi), non dovrebbero, forse, impedire da subito che i prezzi dei titoli salgano in maniera eccessiva, contro ogni logica finanziaria?

Se sale il prezzo del pane ci ammazzano subito alzando i tassi e facendo sparire il denaro dalla circolazione (hanno paura che ingrassiamo). Poi fanno salire i prezzi dei titoli (che ingrassano i ricchi e potenti di tutto il mondo), inondando i mercati finanziari dei soldi che mancano come il sangue nell'economia reale.
L’inflazione non è forse la salita eccessiva dei prezzi? Non ci hanno forse detto che la leva monetaria bisogna toglierla agli Stati spreconi perché quelli mettono troppa moneta in giro e fanno salire i prezzi, creando inflazione? L’abbiamo data alle banche private, la leva monetaria, solo ed esclusivamente per quel motivo lì. E loro che hanno fatto ?

Hanno emesso troppa moneta, le banche centrali. Più degli Stati spreconi, Molta, ma molto di più, di quanta gli Stati non ne abbiano mai messa in circolazione. Molti, ma molti di più, di quelli che stampava l’italietta delle svalutazioni che ci fanno sentire in colpa.

E i prezzi sono saliti, infatti: è matematica! Ma non ce lo dicono.

Sono i prezzi dei titoli, quelli che salgono, mica quelli delle case, delle aziende, dei terreni, dei palazzi storici e delle spiagge
.

Se compri tanti titoli, salgono i prezzi dei titoli, mica quelli delle ciliegie. Peccato che la BCE possa comprare titoli e non ciliegie.

Sono “prezzi” anche quelli dei titoli, ci hai mai pensato? Sempre di inflazione, si tratta (ma non se ne parla). Se metti troppi soldi a comprare titoli, il prezzo dei titoli sale. Sicuro come la morte. L’inflazione dei titoli. Solo che, chi ha organizzato il gioco e ha scritto le regole, se ne è guardato bene dallo specificare. Conta sull’ignoranza, e sul controllo del sistema mediatico.

Bada bene : in linguaggio tecnico (quello che si usa nelle riviste specializzate, scritte in inglese per evitare i curiosi) si parla di asset inflation e vuol dire inflazione degli investimenti finanziari. Lo sanno che esiste, eccome se esiste l’inflazione dei prezzi dei titoli. Ma : a) non se ne parla, se non a voce bassa. b) non si misura : mai. Mai e poi mai.

Se non si misura e non se ne parla, non esiste. Nell’immaginario collettivo.

Ad onor del vero, c’è stato un tempo (metà degli anni ’90) in cui Alan Greenspan (allora Governatore della FED, la banca centrale americana), in una specie di delirio di onnipotenza, tuonava contro “l’Esuberanza Irrazionale” dei prezzi dei mercati finanziari, spiegando che se salivano troppo poi potevano cadere precipitevolissimevolmente. Creando sconquassi.

La vuoi “vedere”, con i tuoi occhi, la bolla?  Ecco un grafico dei prezzi dei titoli negli ultimi 150 anni. Se ne stanno buoni, buoni, dal 1870 al 1921 (salgono, ma con criterio). Poi alzano un tantino la testa, i prezzi dei titoli, negli anni ‘venti (quella piccola gobba che puoi vedere nella linea che, prima, è quasi piatta); e cominciano, negli anni venti, a salire troppo velocemente per poter durare e infatti, naturalmente, crollano, tornando in linea con un livello di crescita “sostenibile”. Lo sgonfiarsi fisiologico di quella piccola bolla, negli anni venti (ricordate? La forza di gravità che, prima o poi, ha il sopravvento sulla stupidità umana), ci ha poi regalato la Grande Depressione e la seconda Guerra Mondiale. Lì, allora, dopo, solo dopo, si decide di imbrigliare la finanza sul serio, vietando tanti giochetti stupidi; separando nettamente le banche commerciali dalle banche d’affari;  mettendo la museruola alle banche d’affari.  Nel dopoguerra (anni 40-80) c’è il boom economico: normale che i titoli salgano più velocemente, ma sempre con criterio. Negli anni 70 -80, invece, inizia il processo di deregolamentazione. Lento, impercettibile, un passetto alla volta, senza fare chiasso sui giornali. Una leggina qua, una là, indipendenza delle banche centrali, tolta la museruola alle banche d’affari, mischiate nuovamente  a quelle commerciali, insomma: un gran casino. Risultato? Guardate il grafico e giudicate voi, l’entità della stupidità umana, ma anche il peso della bolla speculativa che penzola sopra le nostre capoccie. Il grafico si ferma al 2011, da allora i prezzi, davvero esuberanti, hanno raggiunto nuovi esaltanti massimi storici. Infatti le cose vanno che è una meraviglia, nell’economia reale, non lo vedete forse anche voi?. Ora confrontate questa bolla con l’entità della bolla stile anni venti (quella della grande depressione); verificate che quella era una cacchetta di mosca in confronto a quella dei giorni nostri. E poi pensate che questi raffigurati sono solo titoli azionari. Sopravvalutano la possibilità delle multinazionali di continuare all’infinito ad accumulare utili, e sempre più velocemente. 


INDICE DELLO S&P 500 DAL 1871 AL 2011


Poi ci devi aggiungere i titoli che rappresentano crediti. Quelli che non saranno mai restituiti. Quelli che la Boston Consulting  Group ci ricorda che tocca farli pagare alle famiglie, anche se non centrano niente.

A cos’altro serve la cessione di sovranità e la rinuncia alla democrazia, se non a far ingoiare al popolo sovrano (ma anche alle sue classi più ricche) l’esproprio di ricchezza necessario a tamponare, solo per un po’, la sete insaziabile della finanza sopra nazionale?


Ci preoccupiamo ? Ci occupiamo del problema, prima che sia troppo tardi? O lasciamo fare ai mercati?

Greenspan aveva ragione a preoccuparsi, no?

Ma qualcuno deve avergli spiegato che era meglio lasciar perdere, era meglio che si facesse gli affari suoi e, da allora, sembra sia stato “folgorato sulla via di Damasco” ed ha prontamente inventato quello che, in gergo, si chiama : “Moral Hazard”. Tutte le volte che i prezzi dei titoli accennano a scendere, la FED abbassa i tassi, immette liquidità, e se non basta, inventa il Q.E. (quantitative easing : compra direttamente i titoli). Il significato di “azzardo morale” è fin troppo evidente. Bisogna sostenerli i prezzi dei titoli, anche quando sembra troppo rischioso. Mentono sapendo di mentire, gonfiano la bolla. E mentre mentiva, per far vedere quanto fosse disinteressato, consegnava tutti i suoi beni privati (una sommetta discreta di ricchezza finanziaria) ad un “Blind Trust” (fiducia cieca).  Cioè un organismo indipendente (gestito dai signori della finanza) che li avrebbe investiti al posto suo, quei due spiccioli, senza che lui, poverino, avesse potuto sapere come sarebbero stati investiti, così da poter dire : le mie decisioni in quanto governatore non influenzano i miei investimenti.  Che uomo!

L’inflazione - nell’immaginario collettivo, quello costruito dal sistema mediatico che sceglie di cosa parlare e di cosa non parlare - è, sempre e solo, l’inflazione al consumo. Che ne deve sapere il Popolo dell’asset inflation

Cos’è l’inflazione al consumo? Il prezzo di un insieme di cose che normalmente il popolo compra. Per consumarle. I titoli si consumano, forse ? No, Quindi non li misuriamo.

Questo passaggio è estremamente importante. Non ne sentirete mai parlare in TV e sui giornali. Dovete solo rileggere e riflettere. E’matematica, meccanica. E’ tragicamente vero. A noi raccontano che la BCE si sforza da anni di riportare l’inflazione che era scesa troppo al di sotto del due percento (la famosa deflazione) e per questo è disposta a fare “whatever it takes”, cioè qualsiasi cosa sia necessaria, per garantire la stabilità dei prezzi. E finisce per comprare titoli, con la misura eccezionale del quantitative easing, in un solo anno, per la bellezza di 960 miliardi extra. Extra, oltre, ai soldi che quotidianamente regala alle banche e che prevalentemente, finiscono sui mercati finanziari.

Che sono sempre (giova ricordarlo) quei 960 miliardi extra che, messi in tasca ad aziende e famiglie, indirizzati da una Politica responsabile, sarebbero più che sufficienti a creare 40 milioni di posti di lavoro, facendo sparire disoccupazione e povertà in tutta l’Europa.

Rileggi e medita.

Buona fede? Errori?  Nossignori: calcolo. Calcolo spietato.

E qualcuno si illude che Draghi stia "salvando" l'Italia, perché ci aiuta a tenere a bada lo "spread".

Ok, facciamo finta sia vero. Anzi: è sicuramente vero.

Oggettivamente, però, nello stesso tempo, mentre lo spread sta buono (per ora, ma è una molla che scatta quando gli pare) qualcuno (i ricchi e i potenti del mondo) si becca gli interessi che vengono estorti dalle tasche di famiglie e aziende italiane (cento succulenti miliardi all'anno); l'economia muore; i nostri figli si disperano; i prezzi dei titoli vengono tenuti su; Stato, enti pubblici, aziende e famiglie svendono case, terreni, aziende, palazzi storici, isole, spiagge.

Se non lo vedi, non lo vuoi vedere.


La BCE che compra titoli sa perfettamente che quei soldi non finiranno in tasca di aziende e famiglie, se non in percentuali ridicole, infinitesimali. Li ha scritti anche lei quei regolamenti che rendono assai scomodo per le banche prestare soldi ad aziende e famiglie. Se le esorti, le banche private, a fare una cosa che tu stesso con i regolamenti del piffero, hai reso impossibile, come ti devo definire? Scegli tu, ma smettila, per favore di prenderci in giro. Non puoi non sapere. Se vuoi davvero far salire (oggi, non in un fumoso futuro) l’inflazione al 2%, perché sai che la deflazione è una tragedia, distrugge ricchezza e posti di lavoro (come tu stesso affermi), fai un fischio alla "Politica", e avvisali che inizierai a fare una cosa diversa: a dare un centesimo di quello che oggi regali alle banche private direttamente alle aziende ed alle famiglie. Cioè, giusto 9,6 miliardi, non 960, e li regali esattamente come li hai regalati alle banche private (a tassi sotto zero), e l’inflazione va al 2% in tutta Europa, che è tuo dovere. Scommettiamo? Oggi, non in un lontano, fumoso futuro. Sicuro come la morte.

La Germania non gradisce? Spiegalo agli Italiani, il perché. E allora avrai davvero fatto un favore agli Italiani. Quelli che ancora sperano in te.

Ti rendi conto che se già la liquidità normale che dai alle banche con le operazioni normali ti ritorna indietro che le banche te la depositano a tassi sotto zero (le banche commerciali pagano la banca centrale per poter  lasciare i loro soldi che non riescono a prestare a famiglie e aziende) non ha alcun senso immettere altri 960 miliardi? Se non il senso perverso di tenere in piedi un castello che tanto è destinato a crollare?

Peccato! La BCE non ha gli strumenti per dare soldi ad aziende e famiglie.
Può darli solo alle banche. Ma non è scritto nero su bianco. E' solo l'interpretazione "prevalente".

Ed è così che quei soldi, Meccanicamente, finiscono nelle tasche della finanza, a sostenere la bolla speculativa.

Chi è che può dare i soldi alle aziende ed alle famiglie?  Gli Stati!


Si sa, loro sì che possono (anzi devono) darli esattamente al popolo (dove ci trovi aziende e famiglie). Ma non possono, perché i soldi li hanno finiti e devono chiederli in prestito agli strozzini, perché la BCE ha il divieto assoluto (e chiarissimo) di dare soldi a Stati e ad enti pubblici.

Lo conosciamo l’art. 123, rileggiamolo :

Articolo 123
1. Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate "banche centrali nazionali"), a istituzioni, organi od organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell'offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.

Riflettere. Meditare. Respirare profondamente. Gli Stati li avevamo messi su assumendo un impegno solenne, scritto nella Costituzione: quelle Istituzioni lì, dentro gli Stati, non è che fanno il cavolo che gli pare: devono fare quello che sta scritto nella Costituzione. Poi, vabbe’, noi ci siamo distratti e i furbi hanno fatto altro. Ma, almeno, lì gli strumenti ci sono; la strada è segnata. Basta rimetterci persone perbene, con senso di servizio, e stargli col fiato sul collo, e le cose tornano a verso giusto. 

Invece, ciechi e sordi, rincoglioniti dalla rappresentazione mediatica (fra il complice e l’ignorante), ci intestardiamo a fidarci ciecamente di Istituzioni straniere che non capiamo, non conosciamo, ci impongono scelte devastanti, solo perché … perché ? Per paura di perdere un po’ di benessere materiale!

Ed il bello, anzi il tragico, è che quel benessere, quei beni materiali, quella ricchezza pubblica e privata degli italiani (e di altri popoli ingenui) sono esattamente l’obiettivo, il fine ultimo e vero per cui il giocarello è stato messo in piedi.

Vi è così difficile vedere l'unico senso possibile della inutile tragedia consumatasi in Grecia, a Cipro e che sta per arrivare in Italia, se non ci svegliamo e non ci organizziamo?

I ricchi italiani, i borghesi italiani, i benestanti italiani, le anime belle italiane, sono convinte che le Istituzioni europee vogliano tutelare il loro benessere materiale. E non vedono, ciechi e sordi, che quelle ricchezze se le stanno portando via, grazie alle Istituzioni dell’Unione, che coprono la finanza sopra nazionale.

La finanza sopra nazionale la ricchezza la crea dal nulla: numeri su computer. E la misura in miliardi. Decine di miliardi. Centinaia di miliardi.

Gli interessi di chi misura la ricchezza con quegli ordini di grandezza, Non coincidono con gli interessi di chi la ricchezza la ha accumulata in decenni, magari col duro lavoro, e la misura in milioni. 

Bisogna capirli, i miliardari: hanno bisogno di trasformare la loro ricchezza di carta nei nostri beni reali. Lo stanno facendo. Si prenderanno le ricchezze dei milionari. Le nostre, non bastano di certo.

Torniamo alla BCE. Affermare che sono pronti a fare “qualsiasi cosa sia necessaria” è di un ipocrisia sconcertante. L’unica cosa efficace (quindi necessaria), per far salire i prezzi al consumo, per far riprendere l’economia, non la possono fare. Vietata dai Trattati. E, intanto, con la scusa, comprano titoli, gonfiando l’asset inflation e facendo un enorme favore ai ricchi di tutto il mondo.

E se tu alzi il dito e fai notare :

“scusate, visto che siamo più o meno in deflazione, che non è una cosa bella e lo dicono perfino loro; non c’è lavoro; aumenta la povertà e la gente si suicida; tutto PERCHE’ SONO FINITI I SOLDI … non potremmo fare in modo che la produzione dei soldi ce l’abbia direttamente lo Stato, che almeno ha gli strumenti per usarli in maniera corretta e può materialmente farli arrivare (quei pochi che bastano), direttamente nelle tasche del Popolo; piuttosto che lasciare ancora tutto in mano a questo sistema finanziario privato, ricco, presuntuoso, cinico, immorale, bugiardo, folle, criminale, che ci sta mandando in malora?”

… cosa ti rispondono?

 “Lo Stato è sprecone, e poi ci scappa l’inflazione …  Orrore … Disperazione “

Ma andate a … studiare.

Per onestà intellettuale mi voglio mettere nella testa di uno in buona fede che accetta questo sistema (ingoia controvoglia questo sistema) perché ha paura che, se crolla il castello di carta poi arriva l'Enorme Depressione.

Rileggetevi la storia della Lehman Brother, descritta nel capitolo sula finanza. La causa della crisi non ha nulla a che vedere con il "fallimento della Lehman". Non ci avete fatto caso, ma la Lehman NON E' MAI FALLITA! Non può essere quella la causa. la Lehman è stata incorporata nella J.P.Morgan Chase, usando soldi pubblici. Perché il Governo americano quando chiede i soldi alla Fed, li ottiene. 
Non sono mica scemi come noi europei. Numeri su computer. 

La crisi, che non può essere figlia del fallimento che non è mai esistito, è figlia di scelte di politiche economiche restrittive: l'economia non gira, e tu togli altri soldi dalla circolazione. Se freni, invece di accelerare, che ti aspetti?

Veniamo allora alla paura della Grande Depressione che può conseguire dallo scoppio della bolla speculativa.  

Ti prego, concentrati, che è una cosa serissima. E' difficile da capire, solo perché è troppo semplice per riuscire a "vederla". Ma possiamo farcela:

1) i soldi sono numeri senza valore (se hai ancora dubbi, ricomincia da capo a leggere il libro, oppure leggine altri che vuol dire che i miei segni non fanno per te);

2) Se un credito non viene restituito alla banca, la banca ne prende atto e fa delle registrazioni contabili: cancella il credito; cancella i numeri equivalenti al credito dai numeri del suo capitale. Non c'è oro che esce dal caveau e sparisce nel nulla. Si cancellano numeri. E basta. Qualche manager prenderà premi più bassi, mentre il debitore rinasce a nuova vita. La collettività, nel suo complesso, sta meglio o peggio? 

3) una banca rischia di fallire perché, cancellando tanti crediti che si sa che non verranno mai ripagati, "finisce i numeri sul capitale". I manager non prendono più premi e forse neppure lo stipendio. Ma l'intera banca "passa di mano" e finisce dentro una banca più grande (dovesse succedere a MPS o a Unicredit, finiranno in mani straniere! Già tutto scritto, e si leccano i baffi).

4) I creditori della banca vengono penalizzati dalla procedura del bail in, e i loro soldi saranno utilizzati per permettere alla banca in difficoltà di ripagare i debiti della banca nei confronti di banche più grandi. Perché? Solo perché mancano dei numeri da scrivere su un computer.

Attenzione, attenzione : nessuna legge della fisica e neppure della logica impedisce alla Banca Centrale di "regalare" alla banca che sta per fallire ... il permesso di "scrivere nuovi numeri sul conto del capitale della banca". Salvando tutti i creditori. Un bell'accredito, e passa la paura.

Quanti numeri ti servono? 20 miliardi. Ecco, un attimino e li scrivo sul computer.

Guido, tu devi essere pazzo!

Scusa, ma ti sembra più intelligente usare 960 miliardi per comprare titoli?

Solo un blocco mentale lo impedisce. Enorme. Favorito da interessi non proprio puliti.

Bada, non stiamo neanche dicendo di salvare gli Stati (per ora): salvare le banche. Che non è una cosa che ci sembra giusta, ma se ci fa paura - e a molti fa una paura tremenda - dobbiamo sapere che la soluzione è di una semplicità sconcertante.

Perché non si fa?

Bada bene : qui non si tratterebbe di immettere nuova moneta. Al contrario: si tratterebbe di compensare la moneta che si distrugge quando si cancella il credito e il capitale della banca, esattamente della stessa cifra, che serve a garantire i creditori della banca, che poi sono i risparmiatori (scopo sociale tutelato perfino dalla Costituzione).

La banca centrale non mi può dire che non rientra nel suo mandato. Il suo mandato è garantire la stabilità della moneta. Bene: le diamo l'occasione di impedire che venga distrutta. Lo faccia.

Naturalmente il management della banca che ha accumulato crediti sballati, non va premiato. Lo mandi a casa, quel gruppetto di persone, altro che premi. E avanti un altro. Catarsi magnifica!

Rileggi. Rifletti. Contro indicazioni?

Il debitore è felice: non poteva pagare ma tutti facevano finta di niente e continuavano a tenerlo sulle corde. Così viene liberato.

I creditori della banca sono felici perché non perdono i loro soldi che invece col bail in se li vengono a prendere. Lo hanno già scritto.

Il popolo è felice perché se licenziano i manager delle banche che sbagliano non piange proprio nessuno. Anzi.

L'economia nazionale è felice, perché questa angoscia del sistema bancario che dobbiamo salvare con i nostri sacrifici ci impedisce di spendere i nostri soldi in maniera più intelligente.

Ma allora perché non si fa?

Perché se no come fanno a spremere ancora il popolo italiano, e a venire a prendersi, oltre alle case, alle aziende, ai terreni, ai palazzi, alle spiagge, pure quello che resta delle nostre banche?

Rileggi e rifletti (almeno dieci volte). E raccontalo in giro.
Torniamo ai Trattati, e parliamo del "contesto altamente competitivo". Il secondo Pilastro dell'Unione europea.

E' incentrato su due concetti : lo Stato non può intervenire a favore delle aziende; non può ostacolare in alcun modo i movimenti dei capitali e delle merci. 


Prima però ci leggiamo l’art 2, che ci rassicura :

Articolo 2
L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.

L’articolo 3 contiene gli obiettivi dell’Unione, e qui ci concentriamo. Ma salto i punti 1. e 2. Che sono solo bla .. bla … bla … in quanto smentiti dai meccanismi successivi (all’indirizzo di cui sopra trovate tutto, se vi interessa.)

Art 3. Punto 3 (la perfezione!)

3. L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico.

Se abbiamo seguito un po’ i discorsi fatti precedentemente sui rudimenti dell’economia dello scambio, ci saltano agli occhi un po’ di contraddizioni. Quelle da settimana enigmistica.

Gli obiettivi : crescita economica equilibrata / stabilità dei prezzi; sono contraddittori. Con una inflazione sotto al due per cento la crescita economica non è equilibrata : è asfittica, tende a peggiorare! Meccanica. Se vuoi far crescere l’economia dello scambio, devi far circolare il denaro, e quella circolazione un po’ di inflazione la produce. E’ un male un po’ di inflazione (5 – 10 %)? Complica i calcoli, ma permette lo scambio. E’ indice di vitalità economica, un po’ di inflazione. Domandiamoci, con un po’ di onestà intellettuale : come è la crescita economica dell’Europa da quando è arrivata l’Unione? Equilibrata o asfittica? Confrontatela con quella degli altri paesi, fuori dall’Unione Europea, e datevi una risposta onesta.

Andiamo avanti fra gli aggettivi, con le mani fra i capelli. Quelli affibbiati all’economia : “economia sociale di mercato fortemente competitiva” possono essere messi insieme nella stessa frase giusto da un plenipotenziario di un Re. O è “sociale”, l’economia, e quindi  volta a distribuire in maniera solidale, oppure è “di mercato” e “fortemente competitiva” e, quindi, volta a premiare solo i più forti (i “migliori”). Non ci prendiamo in giro, per favore.

Sociale  “/”  fortemente competitiva . Sarebbe un segno più corretto.

Cosa è una economia “di mercato”?  Quella in cui lo Stato (che ha per fine il bene del Popolo ed ha i mezzi per farlo) sta fuori dalla porta. E lascia fare al mercato. Così vincono solo i più forti. E i deboli, per giustizia prevista dalle leggi, possiamo lasciarli indietro.

No, mi direte voi : non vedi guido che c’è anche scritto che questa economia : “..  mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente” ?

Certo che lo leggo. Ma nelle altre cinquecento pagine ci sono solo un paio di pinze arrugginite per raggiungere quegli obiettivi, mentre per “garantire un levato livello di competizione” ci sono tutti gli eserciti di tutti i Re schierati, artiglieria compresa.

Cosa è la “pinza arrugginita”? Il Bilancio dell’Unione. Fatto con soldi, badare bene, prelevati dalle tasche dei cittadini europei attraverso le tasse!  Perché i soldi che l’Unione Europea spende per i popoli europei, quelli non sono creati dal nulla, come fa il sistema finanziario privato. Sono presi dalle tasche dei cittadini europei i soldi spesi per i cittadini.

Vabbe’ … se spesi bene possono sempre tornare utili. Allora fate mente locale a quanti di voi ne hanno ricevuto (direttamente o indirettamente) un beneficio che vi ha cambiato la vita (come potrebbe essere, ad esempio, un buon posto di lavoro). Oppure, non so se vi risulta, servono per finanziare i progetti d’avanguardia di chi riesce a navigare nei meandri dei regolamenti, scarsamente comprensibili al popolo ignorante?

Comunque, diciamo che guido è prevenuto. Diciamo che quei soldi sono spesi nel migliore dei modi possibile. Sapete quanti sono?  Sapete quanto spende l’Unione Europea per distribuire ricchezze e favorire investimenti ? Grosso modo l’uno per cento del PIL europeo. Nulla. Noccioline. Noccioline rinsecchite e inacidite. Sapete quanto spendono gli Stati, per il benessere dei loro Popoli? Grosso modo, il cinquanta per cento del PIL. Cinquanta volte di più.

Capite perché gli Stati non devono intervenire?  Perché sono potenti, gli Stati. Se usati a dovere, possono far sparire la disoccupazione e la povertà. Ma se sparisse davvero la povertà, non ci sarebbero più i Re e le Regine, né plenipotenziari, né i ricchi che misurano la ricchezza in miliardi e neppure la finanza sopra nazionale, ci potrebbe stare. Lo capite, che peccato?

Se ci avessero detto, chiaro e tondo : lo Stato non c’è più. Da oggi, Sovrano sono io ( i Re, le Regine, i plenipotenziari e la finanza sopra nazionale), lo sappiamo tutti come sarebbe andata a finire, già da un pezzo : via di ghigliottina, a finire il lavoro lasciato a metà dalla rivoluzione francese.  E’ chiaro che non ce lo avrebbero mai e poi mai detto così chiaramente. Hanno preferito aggirare l’ostacolo. Hanno lasciato in piedi lo Stato, ma lo hanno aggirato, e svuotato da dentro.

Tanto elementare quanto brutale: lasci le Costituzioni nazionali, ma scrivi i Trattati.  Con le leggi elettorali maggioritarie e un po’ di propaganda ben fatta metti le persone giuste al posto giusto e il gioco è fatto: le Costituzioni le ignori (tanto, non sei riuscito a farle applicare neppure prima, che ti importa) e i Trattati, invece, li applichi. Che quella è roba internazionale.

Che c’è scritto nei trattati? Dicevamo, riassumendo. Togli la moneta agli Stati, e la regali al sistema finanziario privato e sopra nazionale che non ha più limiti e non può essere infastidito dalla politica. Poi li obblighi a mantenere il pareggio di bilancio fra entrate e uscite (quindi gli hai tolto le leve di governo dell’economia). E il gioco è fatto! Non serve altro. Il resto è Meccanica. Matematica. Solo questione di tempo. Ti ho messo su un piano inclinato e puoi solo scivolare verso il basso.

Da oggi in poi, (e solo da oggi in poi) se lo Stato vuole spendere per sprecare ma anche per servire il suo Popolo, i soldi li deve prendere dalle tasche del suo popolo, con le tasse ( e se le hai finite, le tasse, che non sai più di che inventarne, ci penso io, La Commissione Europea. Guarda, per ora ti suggerisco di aumentare le tasse indirette, sai l’IVA  e le tasse sulla casa, per ora, poi vedremo). Se non ti piace mettere nuove tasse, nessun problema: ci sono sempre gli strozzini, felici di prestarteli. L’importante è che paghi gli interessi che diciamo noi. Poi, vediamo, cos’altro si può fare? Ah, certo, a scanso di equivoci, se gli Stati si azzardano comunque, pure senza leve, a dare soldi ad una azienda per creare lavoro, gli spari subito una grossa multa (miliardaria). Non devi intervenire, ti ho detto: se no, che concorrenza è?” Questa è la concorrenza, bellezza! Nero sui bianco. Nei Trattati. Ma non basta. Ci sono i parametri di Maastricht : devi rispettare i numeri della cabala. Il rapporto fra Debito pubblico e il PIL non deve superare certi numeri, se no sono multe.  Ogni tanto ti permetto di sforare, che tanto sempre da me devi venire, te li do io i soldi che ti servono. Che te ne importa a te Popolo, del rapporto fra debito pubblico e PIL? A te niente, lo so. Ma a me, che sono la finanza internazionale, che creo soldi dal nulla, e che con quei soldi ho comprato i tuoi titoli del debito pubblico, mi preoccupa se poi non me li restituisci. Lo capisci anche tu, o no? Quindi fai i sacrifici, e fai ‘ste benedette Riforme Strutturali. No, non servono a ridurre il rapporto debito/Pil , questo lo vedi anche tu, che sei ignorante ma lo vedi coi tuoi occhi che da quando facciamo le riforme quel rapporto non fa altro che peggiorare. Sai, in fondo, non me ne importa poi così tanto neanche a me, che sono la Finanza , rappresentata dalla Commissione Europea, dalla BCE e dal Fondo Monetario Internazionale, di quel rapporto lì. Fingo di essere preoccupato, ma se me ne importasse davvero, pensi davvero che te lo avrei lasciato crescere così, anche ora che comando io? Ho scritto 60%, e ti lascio arrivare al 140%, ti sembra che sia una cosa seria? Lo sai quanto sta in Giappone? Si avvicina al 250%. Muore il Giappone? NO. Io ci investo, infatti,  in Giappone, per quel poco che mi lasciano entrare. Sai, la cosa importante, veramente importante, per me, è solo questa : intanto, ogni anno che passa mi paghi fiori di interessi! Bada: per poterli pagare, mentre ti sforzi anche di raggiungere quel pareggio che non può essere raggiunto, togli un po’ di soldi dalle tasche del Popolo e le dai a me. Mi piace, questa cosa. Fin che dura. Nel frattempo, a furia di mettere tasse, la tua economia va male, va sempre peggio. Se togli con le tasse, invece di mettere con la spesa, l’economia l’ammazzi. Lo capisce anche un bambino. Ma anche questa cosa mi piace: perché anche il tuo popolo svende le aziende, per campare; svende le case, svende i gioielli, per sopravvivere. Ed io compro. Piano, piano. Lentamente. Senza dare nell’occhio. Senza alcuna fretta: intanto mi paghi gli interessi. E mi compro anche le tue aziende pubbliche, le tue spiagge, i tuoi palazzi, i tuoi servizi pubblici che privato è bello ed efficiente, e tu hai finito i soldi!

Tranquillo: te li presto io, a condizioni da strozzo!

Piccolo inciso :   “Guido: ma con l’Unione i tassi sono calati, quali condizioni da strozzo! che dici ?” Il famoso “dividendo dell’euro”!

Calati?  I tassi?

Mettiamoci il naso. Che differenza c’è fra un tasso di interesse “nominale” (quello scritto sui contratti e sbandierato sui giornali e sui report ufficiali); ed un tasso d’interesse “reale” (a proposito di re e regine, che è quello che conta e se ne parla sottovoce)?  Il tasso di interesse “reale” prende il tasso nominale e lo fa a fettine, buttando via la fetta che corrisponde all’inflazione. Esempio, così ci capiamo : se paghi 5% di tasso nominale e l’inflazione è 1 per cento, vuol dire che stai pagando solo 4% di tasso “reale” (5, meno la fettina dell’inflazione 1 = 4). Che è, 4 per cento, un cavolo di tasso d’interesse “reale” elevato, altissimo, dannatamente alto e, soprattutto, insostenibile. Ti strozza.  Se invece paghi anche 15 % di interesse “nominale”, ma c’è una inflazione al 20%, stai pagando un tasso “reale”, al netto dell’inflazione, negativo. Sotto zero (15 meno 20 = - 5). Ti regalano i soldi.  Allora si che sei Re, col tasso ”reale” negativo.

Così introduciamo un altro aspetto fondamentale su vantaggi/svantaggi dell’inflazione.  Se sei un creditore, uno strozzino, e c’è l’inflazione, col passare del tempo il tuo credito perderà valore. Fra un anno, incasserai  sempre un capitale di 100 su un credito di 100. Ma se l’inflazione è del 5% il tuo capitale compra beni per 95. Non ti piace. Dall’altro punto di vista, se sei un debitore, il tuo debito con l’inflazione “pesa sempre di meno”. Semplice matematica.  L’inflazione premia i debitori e penalizza i creditori. Capito perché la BCE la schiaccia così? Difende i miei interessi di creditore, non i tuoi. Ma tu guarda la TV, e distraiti, che ci penso io a queste cose, che sono complicate.

Ti rendi conto, Popolo ignorante, che quando la bolla scoppierà (perché scoppierà, stanne certo: ché la forza di gravità è più forte della forza, seppure immensa, della stupidità umana) Io perderò la mia ricchezza ed i miei crediti, che oggi vanto verso di te e la uso per ricattarti?

Sì, è vero, ed io lo so: non  mi ripagherai più i miei crediti. Ad un certo punto, semplicemente, i crediti verranno cancellati. Unica soluzione materialmente possibile. Meccanica. Matematica. Cosa credi, io questo l’ho sempre saputo.  Se sono preoccupato? Sì, certo, nel senso che me ne sto occupando prima: sono “pre  - occupato”. A fare cosa? A trasformare quella ricchezza di carta, quei numeri su un computer, che non valgono nulla, nei tuoi beni reali. Più pre - occupato di così! Ma davvero pensavi che Io, il padrone del mondo, potessi essere realmente interessato a dei numeri su un computer, che non hanno valore! Quelli li scrivo quando mi pare, quanti me ne pare, dove mi pare, e non devo chiedere il permesso più a nessuno.

Passeggiata. Lunga.

Un passaggio importante: dobbiamo capire bene in che cosa consiste il potere di ricatto dello spread. Che è conseguenza diretta delle scelte istituzionali fatte dall’Unione.

Se lo Stato ha perso il diritto di creare il denaro; se la BCE ha il divieto di prestare soldi a Stati ed enti pubblici, ed ha il divieto di comprare i titoli di Stato quando gli stati li emettono, restano solo due possibilità allo Stato che deve spendere (per la giustizia, gli ospedali, la scuola, le pensioni :  1) tassare i suoi cittadini; 2) farsi prestare soldi dalla finanza. 

La finanza i soldi te li da, ma decide lei a quali condizioni. Hai poco bisogno? Paghi poco. Hai tanto bisogno? Paghi tanto. Più hai bisogno di prestiti, e più cari diventano, i prestiti. Lo spread in qualche modo misura quanto ci costa la disponibilità di questi prestiti. 100 punti di spread in più, su un debito di 2400 miliardi di euro, corrispondono a 24 miliardi di interessi in più all’anno, pagati dallo Stato che, per pagarli, deve prenderli, prima o poi, dalle tasche dei suoi cittadini.  Un bel cetriolo. Ma non è tutto. Perché, attenzione, attenzione :  se lo spread sale troppo, o sale troppo in fretta, la finanza sopra nazionale potrebbe decidere di non prestarteli proprio più i suoi soldi (sempre quei numeri creati dal nulla). La BCE non può fare nulla che è vietato dalla legge. E, allora, che si fa? Si dichiara fallimento : default. Orrore! Tragedia!

In realtà neanche un default sarebbe una tragedia, se a gestirlo ci fossero dei rappresentanti del popolo che hanno studiato quel tanto che basta per sapere che in caso di default i sono solo i creditori ad avere tutto da perdere e il debitore tutto da guadagnare.


Ma non ci sono rappresentanti del popolo  a gestire questa eventualità. E’ invece probabile che ci sarà la Troika a farlo, dovesse davvero accadere.

Come opera il ricatto?  Tu Stato, decidi che è tempo di fare un po’ di investimenti per creare lavoro? NO, non mi piace, perché io controllo le multinazionali che fanno più soldi se c’è in giro molta disoccupazione; vendo i tuoi titoli, e sale lo spread. Tu Stato, decidi che è venuto il momento di togliere un po’ di soldi ai ricchi per darli ai poveri? NO, non mi piace; vendo i tuoi titoli e sale lo spread. Decidi una qualunque cosa che rischia di turbare i sonni dei creditori? Sale lo spread.

Tu, Stato, privato delle leve di governo dell’economia, puoi solo servire i miei interessi. Tienilo a mente.  Puoi frenare; puoi girare a destra; e mi sta bene. Non puoi accelerare; Non puoi girare a sinistra. Se sgarri, ti strozzo.

 
Ora, potremmo approfondire ancora le disposizioni dei Trattati. Potremmo leggerli e commentarli. Potremmo parlare ancora dell’Unione Europea, del tradimento del sogno dell’Europa dei popoli.

Potremmo spiegare che il Parlamento (eletto dai popoli) in teoria fa le leggi, ma in realtà, per poter anche solo iniziare a discuterla, una legge importante, deve chiedere il permesso alla Commissione Europea. 

Potremmo  cercare di capire chi Governa l’Europa, fra Commissione Europea, Consiglio Europeo e Consiglio (ben tre organi!) mentre il vero potere ce l’ha la BCE. Potremmo cercare di capire chi sceglie i commissari europei che sembrano tanto i plenipotenziari dei re e delle regine.

Potremmo spiegare cosa è il Fiscal Compact  che non si capisce se è un Trattato o non è un Trattato dell’Unione: se hai curiosità lo trovi qui. Per descrivere la follia pura di un impegno a riportare il debito/PIL dal 140 al 60% risparmiando un ventesimo all’anno quando hai solo il permesso di tagliare le spese e aumentare le tasse in un anno, per il 5% del PIL.  Dammi il permesso di fare il contrario, con i soldi della BCE (numeri senza valore) e mi impegno a farlo in quindici anni, nemmeno venti! Te lo riporto al 60% mentre rendo felice il mio popolo. Ma tu pensi ad altro.

Potremmo parlare del Meccanismo Europeo di Stabilità, il MES  (qui il testo )
che trasforma il vecchio MESF e non si capisce se è un organo istituzionale dell’Unione, o se è una nuova banca centrale, che può dare soldi agli Stati (in prestito, non certo in regalo, anzi, dietro interessi determinati in base a “congrue condizioni di mercato”) e, soprattutto, potrà prestarli ma solo in cambio di Riforme Strutturali che non saranno solo obbligatorie, saranno applicate direttamente dalla Troika (Commissione Europea, BCE e Fondo Monetario Internazionale), ché Governo e Parlamento Nazionali hanno il cuore tenero e potrebbero fraintendere. Mentre noi studiamo, il MES ha già iniziato a prendersi i nostri soldi, perché i soldi che, forse, se un domani ci dovessero servire, lui ce li presterà, glieli abbiamo già cominciati a dare (saranno in tutto 125 miliardi di euro. Sissignore : cento venti cinque miliardi di euro). Noi glieli diamo. Lui ce li presta. A strozzo. In cambio di Riforme Strutturali.

Potremmo parlare del trattato di Velsen, che istituisce la Gendarmeria Europea (Eurogendfor) che nessuno sa bene come funziona, anzi se vai su internet trovi pure scritto della “bufala di Eurogendfor”, ma esiste, eccome, è tutt’altro che trasparente ed ha competenze anche in materia di ordine pubblico. Questa laGazzetta Ufficiale

Ha sede in Italia, Eurogendfor. Nel paese delle immense ricchezze private e del più grande patrimonio culturale al mondo.


Ci fermiamo qui, invece. Sulle Istituzioni dell’Europa. Che è abbastanza. Anzi, fin troppo, per quello che è lo scopo di questi libricino. Se c’è qualcuno che ancora crede che le Istituzioni dell’Unione rappresentino i popoli, e non la finanza sopra nazionale, dopo aver letto fin qui: c’è forse altro che io possa scrivere sull’argomento per convincerli?  Convincere. Vincere insieme. Toccherà ad altri. I miei segni sono finiti.

Non è questo un trattato esaustivo. Non ho nessuna verità da rivelare.

Scopo del libro, lo rammento, è solo far capire - e c’ho messo tutto me stesso - che c’è tanto, ma tanto da studiare. Perché se abbiamo studiato e capito, sapremo cosa fare. E allora lo troviamo, il coraggio di fare. Perché questa Unione Europea e tutta la faccenda dell’economia  e della finanza  non ce l’hanno raccontata giusta proprio per niente.

Che non la puoi neppure raddrizzare, ché sono proprio le fondamenta ad essere sbagliate.

Vuoi la casa comune dei popoli europei?  Allora devi avere il coraggio e l’onestà intellettuale di ammettere che con la stabilità della moneta e un alto livello di competizione non solo facciamo regali alla finanza; distruggiamo le economie nazionali e la pace dei popoli; e finiamo per andare verso l’odio e la guerra, dritti, dritti.  Altro che pace dei popoli. Non lo sentite, si avvicina, il rullo dei tamburi?

Vuole anche far capire, questo libro, che abbiamo il dovere morale e sociale di metterci il naso di persona, nella politica. E dopo averci messo il naso ad annusarla, ci dobbiamo mettere dentro anima e corpo, perché la Politica siamo Noi. Lo Stato Siamo Noi. E abbiamo la responsabilità di farla funzionare.

Tutti, non solo alcuni, non solo i migliori, che non esistono e anche se esistessero, una volta che li lasci soli e non gli stai col fiato sul collo si corrompono, si guastano, perdono il lume della ragione. Saranno prede e servi di Sauron. Hanno bisogno del nostro impegno. Dell’impegno di tutti.

Vuole, infine, far capire che è sbagliato sperare di ricevere lumi guardando la TV e leggendo i giornali. Non sono liberi di dire quello che pensano. Non sono pagati per aiutarci a capire. Sono selezionati e pagati per “narrare” una storia scritta da altri, che ci confonde, ci distrae.

Li dovremmo avere, una TV e un Giornale tutti nostri, del popolo, per il popolo, che sono strumenti importanti. Allora sì. 



  Link a Capitolo X 

2 commenti:

  1. Mario Monti. Finanza: https://www.youtube.com/results?search_ Ricordi? Certo! Ci ho confezionato una petizione al Parlamento Europeo. Non che pensassi che servisse a cambiare qualcosa. Una scommessa: vediamo se l'accolgono. Sì, l'hanno accolta e in mano mi è arrivata la lettera cartacea protocollata da Bruxelles. Perché qui Monti, il "professore", le cose le dice, senza mezzi termini...
    Poi Guido, ti dirò della speranza che mi cresce, leggendo, e parlando con amici...e dei progetti di lettura condivisa per l'autunno, di raccolta di osservazioni, idee...per poi trovarci in una buona assemblea nazionale e cominciare a"fare". Intanto grazie!

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