ISTRUZIONI PER L'USO

IL TALLONE D'ACHILLE è il titolo di un libro che sto scrivendo direttamente su questo blog. Qui trovate IL LIBRO, col suo indice ed i post che lo compongono. Raccoglie commenti, critiche e suggerimenti di chiunque voglia partecipare con spirito costruttivo. Continua un percorso iniziato con le Note scritte su Facebook , i cui contenuti sono ora maturati ed elaborati in una visione d'insieme, arricchiti da un anno e mezzo di confronti con tantissime persone diverse.

I Post seguono quindi un percorso logico che è bene conoscere, se si vuole ripercorrere il "discorso" complessivo. Naturalmente è possibile leggere singoli argomenti ai quali si è interessati. Argomenti spot - che spesso possono nascere dall'esigenza di commentare una notizia - saranno trattati in pagine dedicate.

Per facilitare la lettura del "libro" , nell'Archivio i post sono disposti mostrando in alto i meno recenti, così che chi voglia può leggere seguendo l'ordine logico dell'esposizione: partendo dalla Premessa, passando a Introduzione - 1, Introduzione - 2... Cap. I-1.. e così via. Buona partecipazione!


mercoledì 12 febbraio 2014

CAP. II - IL SISTEMA FINANZIARIO - Par. 2 - Sguardo d'insieme


                              prosegue dal paragrafo precedente 

Chi legge questo blog sa che ho una particolare avversione per come è attualmente configurato il sistema finanziario. Le scelte che sono state adottate (fra le tante possibili) ostacolano proprio la funzione che dovrebbe svolgere nell'interesse di tutti. Invece, favoriscono l'accumulazione della ricchezza (e del potere) verso un nucleo sempre più ristretto di soggetti. Questo secondo capitolo cerca di spiegare il perché ed il per come. 

Ho detto più volte che il sistema finanziario è diventato negli ultimi decenni sostanzialmente PRIVATO ED INTERNAZIONALE ed opera ben al di fuori e al di sopra degli Stati nazionali e delle loro aggregazioni. E' importante capire bene il significato attribuito alle parole "privato" ed "internazionale", distinguendo l'aspetto giuridico formale da quello sostanziale

Apro un piccolo inciso: la distinzione fra forma e sostanza, fra apparenza e realtà, sfugge a troppi di noi. Attenzione: è alla base della manipolazione del consenso. Chi vuole manipolarci studia con impegno e investe montagne di miliardi (si, miliardi..) per ammaliarci con l'aspetto esteriore e colpire la nostra immaginazione, solo per nascondere poi nella sostanza una realtà infinitamente diversa. A partire dalle leggi: l'aspetto apparente viene descritto in altisonanti affermazioni di principio, nel titolo e nei primi articoli; le vere decisioni sono invece scritte in maniera incomprensibile negli articoli che seguono e, spesso, smentiscono clamorosamente gli altisonanti principi!. Il sistema più usato è quello di non scrivere mai le leggi per intero ma di mettere nelle nuove norme solo alcune parole o pezzi di frasi che rinviano a leggi precedenti, che a loro volta rinviano ad altre disposizioni. In questo modo non ci si capisce nulla, a meno di essere esperti ed aggiornati nella specifica materia trattata dalla norma. E' evidente: LE LEGGI NON SONO SCRITTE PER NOI CITTADINI. 

Nel caso del sistema finanziario, che qui ci interessa, per mirare dritto alla sostanza dobbiamo capire bene che senso possa avere una legge che qualifica la banca centrale come "Ente Pubblico", se poi altre leggi vietano a questo ente di svolgere la sua funzione nell'interesse pubblico. Altre leggi (e trattati) che lo obbligano a servire quasi esclusivamente gli interessi di banche che sono, anche formalmente, private ed internazionali. 

Osserveremo quindi da vicino i soggetti (individui e Istituzioni) che operano all'interno del sistema; quelli che decidono come configurarlo; quelli che lo usano e lo modificano, adattandolo sempre più alle proprie esigenze private, allontanandolo dall'interesse pubblico. Cercheremo anche di capire chi e come sceglie le persone fisiche che ricoprono le cariche che contano all'interno di questi soggetti giuridici. Analizzeremo i rapporti fra i vari attori che a diverso titolo operano sul grande scenario dei "mercati finanziari". Dobbiamo "toccare con mano" quanto illusoria ed ipocrita sia la qualifica di "Enti pubblici" attribuita alla maggior parte delle banche centrali, come ad altre istituzioni finanziarie.

Analizzeremo i diversi soggetti: le banche centrali; le grandi banche d'affari (le investment bank) internazionali; le banche universali internazionali; le banche locali; il sistema bancario ombra.

Cercheremo di approfondire tre importanti relazioni: quella fra banche centrali e sistema bancario; fra grandi banche finanziarie e grandi imprese; fra sistema finanziario e Istituzioni politiche, nazionali e sopra nazionali, per cercare di capire chi controlla chi e come. 

Oltre ai soggetti, osserveremo gli oggetti che si muovono sui mercati finanziari: i capitali, i titoli, i derivati.

Avvertimento importante. Il sistema finanziario è uno strumento. Come tale, è neutro. Può essere utilizzato per finalità diverse e, a seconda delle finalità prescelte, può essere modificato ed adattato. Lo strumento, in sé, non è né buono né cattivo. 

Anzi, è importante capire che un buon sistema finanziario è assolutamente necessario a permettere gli scambi in un mondo che è caratterizzato da una elevatissima specializzazione del lavoro e della produzione. 

Il commercio, lo scambio, che della fluidità del sistema finanziario ha assoluto bisogno, è parte integrante e irrinunciabile delle attività economiche. Se le imprese producono, ma non vendono, l'economia muore. Se artigiani imprenditori e professionisti lavorano, ma non vengono pagati, l'economia muore. Se il denaro non circola, l'economia basata sullo scambio muore. Senza pietà.

Buono oppure cattivo può essere, dunque, l'uso che viene fatto dello strumento. 

La mia convinzione, profonda, è che l'uso attuale del sistema finanziario sia terribilmente sbagliato perché (si vede a occhio nudo!) ostacola gli scambi nell'economia reale: non arrivano soldi a sufficienza oppure a condizioni accettabili ad aziende e famiglie, che soffrono e smettono di produrre o di scambiarsi beni e servizi. Al contrario, i soldi dilagano con troppa abbondanza nei mercati finanziari, dove gonfiano bolle speculative, diventate estremamente pericolose. 

Ricordate la bolla speculativa? Pende sempre sopra la nostra capoccia, e prima o poi ci dovremo fare i conti. Qualcuno li sta facendo al posto nostro, questi conti. Il problema, è che ha in mente di farli pagare a tutti noi. Ne avevamo parlato qui. 





La bolla speculativa la possiamo osservare anche in maniera più tecnica, se piace, riproponendo l'andamento apparentemente "folle" delle borse mondiali ed il concetto di inflazione dei patrimoni che è visibile anche ad occhio nudo





Il motivo, è semplice quanto sconcertante: il sistema è stato distorto, a partire dagli anni ottanta (controlla il grafico qui sopra), per favorire solo quei pochi che si sono impossessati del suo controllo, complice la politica. 

Descriviamo ora sommariamente i principali soggetti che operano nel sistema finanziario e le principali relazioni fra di loro. Nei paragrafi successivi approfondiremo l'analisi.

Con uno sforzo di immaginazione, proviamo a figurarci il "Sistema Finanziario Internazionale" come una immensa rete di tubi collegati fra di loro, in cui scorre la "liquidità" (i soldi). Anche se ci può sembrare strano, dobbiamo considerare in un unico sistema tutta la liquidità "monetaria", perfino quando è denominata in valute diverse (Yen, Euro, Dollari, etc.). Abbiamo ricordato in passato (parlando di ricchezza e denaro) che non è possibile mescolare le mele con le pere; eppure, quando si tratta di "liquidi" l'operazione è molto più fattibile: è infatti sempre possibile scambiare (convertire) una moneta con un'altra. Quando questa conversione è agevole, i fluidi scorrono velocemente. Naturalmente, i sistemi "nazionali" (o quelli comunitari, usati da unioni di stati, come il nostro Euro), hanno sicuramente una loro configurazione particolare, che possiamo immaginare come "segmenti" del sistema complessivo. Ma sono anche saldamente e intrinsecamente connessi con quello internazionale. Qua e là, nella rete, incontriamo "contenitori" e "strumentazione" di vario genere con funzioni diverse. C'è chi è incaricato di immette nuova liquidità, chi converte una valuta in un altra, chi provvede a indirizzare la liquidità in alcuni "tubi", piuttosto che in altri. 






Questo concetto è importante per capire quanto le "politiche" della FED, come le azioni della banca del Giappone, riescono ad influenzare la liquidità non solo negli USA e in Giappone, ma in tutto il mondo. Il guaio, è che né la FED, né la BCE possono incanalarla nei "tubi giusti" (l'economia reale): non hanno gli strumenti adatti. Se la liquidità si ferma nei "tubi "sbagliati" (i mercati finanziari) è perché i "rubinetti", le leve di governo del sistema (che sarebbero poi le leve di governo dell'economia), che servono a mandare i soldi a destra o a sinistra (a gonfiare il patrimonio dei ricchi del mondo, oppure nelle tasche di chi lavora e produce), sono state cedute ai mercati finanziari. Da chi? Ma dai nostri governi, che l'hanno potuto fare in silenzio, un passetto per volta e senza incontrare opposizione nel Parlamento, grazie al regime maggioritario. Ottenuto in nome della... governabilità! 

Capire bene le funzioni che svolgono i vari soggetti (contenitori e strumentazione) è necessario per toccare con mano dove si annida la fregatura. Serve per riuscire a vedere i motivi concreti per i quali il denaro va a finire immancabilmente in certe direzioni (i mercati finanziari), mentre non ne vuole sapere di arrivare in altre, magari più bisognose e meritevoli (tasche dei consumatori, famiglie, aziende). 

Tenendo presente che mai nella storia economica è stato immesso così tanto denaro nel sistema come ai giorni nostri. Alla faccia di chi ci ripete che "i soldi sono finiti"...

Non si tratta di un errore tecnico. Si tratta di scelte consapevoli che favoriscono i pochi soggetti che gravitano attorno al sistema finanziario.

Ricordiamoci sempre l'attuale processo di pericolosa concentrazione della ricchezza... a bere lo Champagne sono sempre di meno...






Le banche centrali. Nell'immaginario collettivo sono quelle che "emettono" moneta, cioè che stampano le banconote. Quindi le possiamo raffigurare, nel nostro "sistema di tubi" come dei grossissimi serbatoi, dalla capacità veramente illimitata. Abbiamo però già visto, nei paragrafi precedenti, che la moneta che usiamo tutti noi è costituita sempre meno da banconote e sempre di più da "moneta bancaria" (cioè da prestiti/depositi e cose simili, misurati dagli aggregati monetari M1, M2... etc). La "creazione" di nuova moneta, nella realtà, è il risultato di una cooperazione fra banche centrali e banche commerciali che analizzeremo in dettaglio. Come vedremo, le banche centrali hanno leve abbastanza efficaci per ridurre la moneta che circola nel sistema; incontrano difficoltà maggiori quando vogliono aumentarne la circolazione; non hanno strumenti per indirizzare i flussi monetari: non sono in grado di fare nulla di concreto per far arrivare soldi alle imprese ed alle famiglie!. Il compito di indirizzare i flussi della liquidità agli operatori economici è stato recentemente affidato, invece, al sistema bancario: contenitori e strumentazione che nel sistema smistano i flussi di liquidità, incanalandoli in questo o quel diverso tubo. 

Inciso importante: l'altro soggetto che dovrebbe contribuire in maniera determinante a incanalare verso la giusta direzione le risorse finanziarie, sono le Istituzioni pubbliche (Stato, Comuni..) attraverso il prelievo fiscale e la spesa pubblica. Ma leggi demenziali, che vanno dai parametri di Maastricht al Fiscal Compact ed oltre, ne impediscono il funzionamento, in maniera sempre più stringente ed irrazionale. Cioè: la razionalità ci sarebbe, eccome, ma non va nella direzione che ci piacerebbe vedere.

Attenzione: la circostanza che le banche commerciali possano partecipare direttamente alla "creazione" della moneta, ha una conseguenza molto importante: LE BANCHE COMMERCIALI, ASSECONDATE DALLE BANCHE CENTRALI, NON HANNO BISOGNO DEL NOSTRO RISPARMIO PRIVATO, PER POTER EROGARE PRESTITI, SE NON IN MISURA MARGINALE.

Sempre nell'immaginario collettivo dovrebbero esserci tanti tubi che collegano i materassi sotto i quali un tempo si nascondeva il risparmio privato, con le banche che, operose e responsabili, lo prestano ad industrie e imprenditori che lo usano per produrre ricchezza vera... beni reali... servizi utili... per la gioia di tutti e la crescita della collettività. Ora, questo "immaginario", non è che esiste per caso. C'è la Costituzione della Repubblica che ci dice : Art. 47.  La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.  

Ecco... continuiamo a immaginare... mentre la realtà ci cambia sotto il naso a colpi di decreti, trattati e disposizioni di vario genere che non debbono essere discusse e tantomeno capite dai cittadini, anche a costo di "tagliole".

Ma, allora, cosa ci fanno le banche con i soldi che depositano i risparmiatori? Semplice, li dirottano sui mercati finanziari... titoli, derivati, fondi comuni, prodotti scintillanti ed opachi di varia natura. A volte ce ne rendiamo conto. Nella maggior parte dei casi, no (alla faccia della legge sulla "trasparenza" bancaria). Vedremo approfonditamente.

Le grandi banche d'affari (Investment bank... qui l'inglese è d'obbligo. Sarà per questo che sto cominciando a detestare l'inglese?) sono quelle che si occupano dei mercati finanziari (i mercati dei capitali) dove vengono concepiti, strutturati e negoziati titoli, cambi e derivati. Qui ci perderemo del tempo, per portare alla luce - con il massimo della chiarezza possibile - il conflitto d'interessi enorme e scandaloso che viene tollerato dalla politica e incentivato dalle istituzioni sopranazionali che - sempre nel nostro immaginario collettivo - dovrebbero controllare e disciplinare il sistema, per garantire l'allineamento dei loro comportamenti con i nostri interessi. I controllori sono controllati da chi dovrebbe essere controllato. Ci perderemo del tempo perché è importante "vedere" i meccanismi con cui questi soggetti cambiano - drammaticamente - la nostra vita quotidiana. I fatti dimostrano che il potere di condizionare i prezzi sui mercati finanziari si traduce inevitabilmente in potere di controllare tutto ciò che fa comodo a loro. Senza limiti, fino a che un essere umano è corruttibile dal denaro e dalle lusinghe del potere. Sono poche, immensamente potenti, viaggiano molto al di sopra dei confini delle nazioni. Hanno un tallone d'Achille. Hanno assoluto bisogno di evitare che la gente si renda conto. A costo di uccidere la democrazia (lo stanno facendo). E qualche persona?

Le banche universali sono le grandi banche che offrono tutta la gamma dei servizi bancari (pagamenti, deposti e prestiti, servizi finanziari). Dobbiamo capire perché hanno una difficoltà crescente ad erogare il credito alle famiglie ed alle aziende. Tendono a concentrarsi e ad avvicinarsi sempre più alle grandi banche d'affari. Creano al loro interno una Investment Division o la Wholesale bank un po' per rimanere al passo coi tempi, spinte dai consigli delle società di consulenza con lo scopo preciso di... "estrarre valore" dal nostro risparmio privato (!!). Che nomi affascinanti: Private banking. Ti coccolano. La cruda realtà è che il conto economico delle banche universali; la loro indipendenza; i premi dei loro manager; dipendono sempre più dalla finanza, sempre meno dall'andamento dell'economia reale.

Le piccole banche locali, che dovrebbero garantire la liquidità al tessuto produttivo del territorio in cui operano, tendono a sparire: assorbite dalle grandi banche universali. Asservite ad un sistema che ha più interesse a dirottare sui mercati finanziari il risparmio cittadino (e quindi ben lontano dal territorio), piuttosto che nelle aziende locali e nell'economia reale.

Il sistema bancario ombra è per sua natura poco appariscente e poco conosciuto. Lo conosco poco anche io. Proprio per questo, tenteremo di accendere più riflettori possibili sulla sua operatività. La funzione che svolge è quella di investire il risparmio privato esclusivamente sui mercati finanziari, in forma prevalentemente associata. Bypassando le banche, la nostra indiscrezione, quella dei soggetti che dovrebbero controllarle.

Nei prossimi paragrafi avvicineremo lo zoom su tutti questi soggetti, uno ad uno, cercando di evidenziarne i rapporti, la funzionalità, le criticità, le conseguenze sulla nostra esistenza.


                                  segue al paragrafo successivo

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P.s. Avviso ai naviganti. Succede che qualche buontempone (più di uno, o comunque con una certa insistenza) deve aver segnalato su Facebook questo sito, Il Tallone d'Achille, come spam. Nulla di male, rispetto le opinioni di tutti... Il problema è che Facebook ha un modo piuttosto equivoco di presentare la cosa: se fai click sul link a questo blog (solo attraverso facebook) ti appare questa dichiarazione inquietante: "FACEBOOK RITIENE CHE QUESTO SITO POSSA NON ESSERE SICURO. SE NON LO CONOSCI, SEGNALALO COME SPAM (ti reindirizzeremo su Facebook)."

Non ci credevo. Ho provato e riprovato... in giorni diversi.

Questa è la foto:




Che senso ha questo esplicito invito a segnalare come spam un sito solo perché non lo conosci? "se non lo conosci, segnalalo come spam". Mark.. che cavolo dici? Se qualcuno mi propone il sito della Presidenza della Repubblica, ed io non lo conosco, cosa devo fare, lo devo segnalare come spam?


Magnanimamente, ci concede una opzione. Puoi cliccare:  Spam / Non è spam. 

Ora, la prima cosa che viene in mente, leggendo quella scritta, è che ti prendi un virus, continuando, o sbaglio? La seconda... che è comunque meglio girare alla larga. Qualcosa di male ti si appiccicherà addosso. Magari qualche pensiero malvagio (e qui, bisogna ammetterlo, qualche fondamento di ragione potrebbe pure esserci, proprio in fondo in fondo...).

In passato avevo l'abitudine di postare un link al sito ogni volta che scrivevo un nuovo paragrafo su vari gruppi Facebook nei quali sono inserito. Inizialmente un po' ovunque. Poi solo in quelli dove c'era interesse. Avendo smesso di scrivere da luglio, non avevo postato su Facebook link al tallone da diversi mesi. Eppure la scritta mi è apparsa subito, al primo tentativo di collegamento.

Sono marchiato a vita?

Grazie, Zuckerberk :-)

La sensazione, molto sgradevole, è che lo strumento offerto da Facebook per segnalare link fastidiosi, si presti a strumentalizzazioni da parte di chi - per qualsiasi motivo - abbia interesse a non far leggere le cose scritte in un qualunque sito.

Ad ogni modo, su Facebook pubblicherò il link al Tallone d'Achille solo sul mio diario. Lo pubblico su Google+ e su twitter. 

Se qualcuno lo desidera, può registrarsi sul sito come lettore fisso, e riceverà una comunicazione via mail quando viene pubblicato un nuovo post.  Se poi pensate possa essere utile a qualche amico o conoscente, inviateglielo via e.mail, il link. Non c'è nulla di.. "virale". Se non la voglia, per fortuna sempre maggiore, di capire cosa ci sta succedendo.