ISTRUZIONI PER L'USO

IL TALLONE D'ACHILLE è pensato per scrivere libri, direttamente su questo blog. Qui comincia l'Eredità di Michele, l'ultimo scritto. Il precedente è stato interrotto, si vede che doveva maturare. Qui trovate IL primo LIBRO, col suo indice ed i post che lo compongono.
I "libri" raccolgono commenti, critiche e suggerimenti di chiunque voglia partecipare con spirito costruttivo. Continuano un percorso iniziato con le Note scritte su Facebook , i cui contenuti sono ora maturati ed elaborati in una visione d'insieme, arricchiti da molti anni di esperienze diverse e confronti con persone diverse.

I Post seguono quindi un percorso logico che è bene conoscere, se si vuole ripercorrere il "discorso" complessivo. Naturalmente è possibile leggere singoli argomenti ai quali si è interessati. Argomenti spot - che spesso possono nascere dall'esigenza di commentare una notizia - saranno trattati in pagine dedicate.

Buona partecipazione!


venerdì 17 novembre 2017

PADOAN, I MERCATI E I CETRIOLI - Ci riguardano?

In questo articolo del Sole 24 ORE il buon Ministro dell'Economia Padoan cerca di rassicurarci. Le cose vanno bene! 

Tralasciamo tutto il resto per concentrarci solo su questo aspetto: 

Cosa è il "mercato secondario" dei crediti "non performing" di cui ci parla con tono rassicurante e quasi trionfalistico (miglioramento del 25% !) ?

" Che ce frega ! "  pensa l'italiano medio 😇 occupato a parlar male dei politici e degli allenatori. 

Ci dovrebbe interessare, invece, perché in queste faccende gira sempre il cetriolo che, come noto, tende a finire in posti poco luminosi. Noi abbiamo una capacità enorme di ignorare le cose importanti (come, magari i problemi creati dalla brutta storia dei mutui subprime, che stiamo pagando tutti noi, senza rendercene conto), e anche quando le capiamo (per intuizione o altro) ce ne dimentichiamo con una rapidità eccezionale. Magari è un bene: si vive più rilassati. Ma anche più "esposti".

Così come le colpe dei padri ricadono sui figli, le colpe della banche, da noi italiani, ricadono sempre sul popolo ignaro. Ingiustamente, ma sistematicamente, con l'aiuto del Governo ed i suggerimenti degli "esperti". 

Vediamo come, in questo caso di grande rilievo.

Cosa sono i Non Performing Loans (NPL)? Sono crediti che le banche avanzano nei confronti di quei clienti che, al momento, non stanno rispettando gli impegni di restituzione. In parole povere: debiti che il debitore non è in grado di rispettare. 

Logica vorrebbe che, se hai prestato soldi ad uno che non te li restituisce, appena te ne accorgi registri una perdita, ti fai un bell'esame di coscienza per capire come è potuto succedere, e pensi magari al futuro, per non ripetere l'errore.

Logica vorrebbe che - nel momento in cui ti accorgi che un credito non verrà rimborsato, te ne rendi conto, lo sai e non puoi più nasconderlo - lo scrivi chiaro e tondo in bilancio, e lo fai sapere al mondo intero. Invece, molto ipocritamente, la contabilità si arrampica sugli specchi, e inizia a classificare con nomi fantasiosi diverse gradazioni di evidenza che finiscono per nascondere buona parte del problema. Perché?

Perché il sistema segue un logica completamente diversa, tutta sua e molto evidente. Se dovessero davvero finire nel conto economico tutte le perdite su crediti oggettivamente "stimate", il sistema finanziario rischierebbe di fallire. (su questo aspetto ci dobbiamo tornare successivamente: merita davvero un approfondimento).   

Le regole che disciplinano il sistema finanziario internazionale sono scritte "in casa" da organismi finanziari privati e sopra nazionali, che poi riescono a farle "validare" dalla politica, partendo da Istituzioni sopra nazionali più legate alla finanza che alla politica, come le banche centrali, per essere poi sostenute dalla Commissione Europea e finiscono per queste strade ad essere recepite nelle regolamentazioni di tutti i paesi. 

Non ci stupiamo che venga lasciata aperta la possibilità di liberarsi del problema in altri modi. 

Per esempio: scaricando le perdite altrove, in nome di un presunto "interesse pubblico" a salvare le banche; interesse che è dato per scontato e non è mai dibattuto né sul piano politico e neppure sul piano tecnico (perché ben altre soluzioni sarebbero possibili, ma le vedremo altrove). Di fatto, si finisce in una logica al servizio di un interesse molto privato. Manifestamente molto privato, visto che l'intero sistema finanziario è sostanzialmente privato e sottratto al controllo politico. Ma non divaghiamo. 

Per scaricare la perdita su qualcun altro, si da vita ad un mercato secondario dei crediti, che è il luogo (ideale) dove i prestiti fatti dalle banche vengono "ceduti" a terzi, in cambio di denaro; possibilmente, attraverso l'uso di titoli e di derivati.

Naturalmente il terzo, se è un professionista, mica è fesso: se un credito di 100 è diventato in questo momento non performing, è chiaro che esiste un serio rischio che non sarà restituito, almeno in parte. Così il professionista "negozia" con la banca. Offre 60, o 40, o magari 20, anziché 100. E il prezzo che offre è più basso della sua stima della possibilità di recuperare percentuali più o meno alte di quel credito. Compro un credito a 40, lo rivendo a 50, oppure ottengo rimborsi dal debitore per 50: ho guadagnato 10. Lo faccio per professione, con l'obiettivo di guadagnare.

Guardiamo le cose dal punto di vista della banca e facciamo un'ipotesi. La banca ha un credito di 100, si accorge che non verrà restituito almeno in parte, e lo vende a 40. Se si ha un po' di confidenza con i numeri e con nozioni elementari di contabilità, risulta evidente che in questa maniera la banca non risolve il suo problema. Anzi, rischia di aggravarlo. Deve registrare infatti una perdita di 60 (risultato da 100 che aveva in bilancio come credito attivo, che sparisce perché ceduto, meno 40 che entrano in cambio della cessione). Una perdita in conto economico per una banca è cosa seria, con conseguenze nefaste: diminuisce il patrimonio. Pochi sanno che il Patrimonio è la base di partenza che permette l'espansione dei crediti e quindi di tutta l'attività bancaria. Se è grande, puoi fare tante cose (tanti prestiti), se è piccolo, devi fare meno cose. Il vincolo alla "creazione di denaro", da molti individuato nella riserva frazionaria, è di fatto radicato direttamente nella dimensione del Patrimonio, attraverso l'insieme di regole che va sotto il nome di "capital adequacy" (adeguatezza patrimoniale) predisposte dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (se vuoi approfondire, la storia inizia qui)

Se poi aveva già accantonato riserve a sufficienza (60) per previsione di perdite su crediti, questi 60 di perdita che si realizzano nella cessione non finiscono neppure nel conto economico, perché compensati da una diminuzione delle riserve. Vuol dire che, nella migliore delle ipotesi (che è quest'ultima) non cambia nulla, nella peggiore (la precedente) registra un perdita nuova.

La verità, come sempre, sta nel mezzo. Normalmente, le banche hanno riserve per una cifra sostanzialmente inferiore alla "previsione di perdita". 

Allora, dove sta la convenienza per la banca a vendere i suoi crediti NPL?

Tutta da ricercare nel prezzo di cessione. 

Perché il prezzo è la misura del trasferimento del rischio.

Se, per esempio, la banca ha già accantonato 70 di previsione di perdita per quel credito di 100 (in pratica, ha "svalutato" i 100 a 30), e lo vende a 40 (che è più alto di 30), risparmia 10. Ancora, se ha accantonato 40 (ha svalutato i 100 a 60) e vende a 70, riesce anche stavolta a risparmiare 10. Attenzione: quei 10 risparmiati vanno nel conto economico: rappresentano un utile di bilancio. Pensa che bello (per la banca) sarebbe se avesse accantonato 50, per il credito di 100, riuscendo poi a venderlo a 80 !! Realizzerebbe un bel 30% di "utile"!

Questi numeri sparsi indicano una cosa : il prezzo di cessione dei crediti NON e' un prezzo "oggettivo", fisso, né tantomeno trasparente. Se pensiamo a cosa rappresenta il prezzo, ci diventa evidente il margine di incertezza: stiamo cercando di immaginare il futuro, e cioè quanta parte dei 100 euro di debito saranno restituiti alla fine dei giochi dal povero debitore che deve restituire 100 ma non ce la fa. Si ipotizza che restituirà 30, su 100? Allora il prezzo è 30. Si ipotizza 60 su 100? Allora il prezzo è 60. Beato chi ha un occhio. Ma sui grandi numeri, come vedremo, le ipotesi sono un tantino meno azzardate. 

Intanto, viene da pensare una cosa, sul prezzo: che meno è trasparente, meno è comprensibile, meno è misurabile, e più aumenta la possibilità di fare buoni affari da parte di tutti i soggetti interessati che, per mestiere, comprano e vendono questi crediti sul mercato secondario con un unico obiettivo: comprare a un prezzo basso e vendere a un prezzo alto.

Esistono degli strumenti molto adatti ad "addensare opacità", in materia: si chiamano strumenti derivati. Nelle forme più evolute, hanno uno scopo preciso e preponderante: servono a impedire all'acquirente una valutazione oggettiva del prezzo. Servono a confondere. Per esempio, se vendo un solo credito di 100, è possibile che un professionista ma anche uno poco esperto possa farsi un'idea abbastanza precisa di quali siano le probabilità che il debitore finale restituisca qualcosa. Allora si sceglie una strada più complicata. Si mettono insieme diecimila piccoli crediti, o centomila piccoli crediti, per qualche milione di euro o anche molto più, e si "lavora" per costruire un prezzo "medio", che dovrebbe rappresentare il rischio "medio" di tutti quei crediti. 

Quindi, ad esempio: 10 mila piccoli prestiti da più o meno 10.000 euro ognuno (in media) vengono infilati dentro un unico titolo di complessivi 100 milioni di euro. E poi quel titolo si vende sul mercato con un prezzo che rappresenta la percentuale di rimborso ipotizzata su tutti e cento i milioni. (Esempio: se si ipotizza che verranno rimborsati 40 milioni, il prezzo è 40).

Presta attenzione: se paghi 40 un credito di 100, dando per scontato che il debitore non rimborserà i 100, non è perché non hai altro da fare: tu speri (o calcoli le probabilità) che quello alla fine restituisca almeno 50. Se il debitore poi in qualunque maniera trova i soldi per restituire 100, lui deve farlo, e sei tu che fai veramente bingo: hai pagato 40 e incassi 100. Se invece fallisce e non rimborsa nulla, anche tu perdi tutti i 40 che hai investito. C'è un'alea, una incertezza, un rischio. Mettendo insieme i grandi numeri, il rischio NON DIMINUISCE (che è una pericolosa illusione molto diffusa), ma può essere meglio MISURATO, con analisi statistiche. 

Non è semplice costruire un prezzo medio di quel tipo. Ci si mettono a lavorare molti esperti: esperti di credito, avvocati (per valutare le possibili vie legali per il recupero), e specialisti della finanza. Per lungo tempo.

Si capisce al volo che perfino per un qualunque professionista che non abbia partecipato personalmente allo studio necessario a costruire quello specifico prezzo, le possibilità di capire, pesare, misurare e valutare correttamente quel prezzo medio, sono alquanto remote. Dovrebbe studiare per mesi.

Ma non basta. Viene introdotto un altro livello di complicazione, che in teoria dovrebbe "risolvere" il problema ma in pratica finisce per essere una "beffa" ancora più raffinata. Si dice: siccome per valutare correttamente il rischio ci vuole una grande esperienza, tante professionalità diverse e tanto tempo, suddividiamo il rischio dei diecimila crediti in tante porzioni diverse, dove il rischio non è distribuito in maniera omogenea in ogni porzione, ma viene concentrato solo nelle porzioni più piccole. E queste, che sono diventate molto, molto rischiose, vengono vendute SOLO ai professionisti. Quello che resta è poco rischioso, quindi si può vendere a tutti

Sembra complicato ma con un filo di concentrazione su un esempio pratico lo spieghiamo per bene. (Piccolo inciso: sebbene mi sia occupato di finanza ad alti livelli, non ho mai avuto il piacere di occuparmi personalmente di strutturazione di prodotti, nonostante lo abbia desiderato e richiesto: ne sono stato tenuto sempre alla larga. Questo lo dico per segnalare che non sto parlando per esperienza diretta e quindi nella mia ricostruzione ci possono essere inesattezze. Ben vengano smentite e precisazioni!)

Ipotizziamo un unico titolo che rappresenta un gruppo di 10mila crediti per un totale di 100 milioni di euro. Però viene suddiviso e venduto in "quote" distinte e ben identificabili, che rappresentano ognuna una percentuale del rischio che quei 100 milioni di debiti non vengano mai restituiti o vengano restituiti solo in parte. E queste quote di rischio non vengono distribuite in parti uguali, ma vengono concentrate in alcune quote di titolo (più rischiose) e, corrispettivamente, diluite in altre quote di titolo meno rischiose (attento a non confondere quote di titolo e quote di rischio). Cosa vuol dire, praticamente? Che nella prima quota di 10 milioni del titolo, che rappresenta il 10% del totale, non c'è dentro il 10% del rischio di non restituzione, ma ce n'è molto di più (es. 30%). Quindi, nei restanti 90 milioni, c'è solo il 70% del rischio!

Per info. Questa distribuzione non si realizza individuando i crediti più rischiosi, all'interno dei 10 mila debitori, e attribuendoli alla prima quota. Si ottiene invece con il criterio della ripartizione delle mancate restituzioni. Sapendo che i crediti saranno restituiti solo in parte, mano a mano che si verificano delle mancate restituzioni, invece di distribuirle proporzionalmente fra tutte le quote, si distribuiscono con il criterio percentuale adottato inizialmente: ai possessori dei 10 milioni col 30% del rischio, viene attribuita una quota della mancata restituzione pari al 30%. Fra gli altri 90 milioni, viene distribuito solo il 70% della mancata restituzione. E così via. 

Ogni porzione viene chiamata "tranche" e prende un nome diverso, per indicare che quella tranche rappresenta un rischio più o meno elevato: quindi abbiamo tranche senior, mezzanine, junior e vie di mezzo, con termini rigorosamente in inglese (pare che i cetrioli inglesi siano di molto più digeribili).

Supponiamo che (metto numeri a caso, tanto per capirci) la quota più rischiosa del titolo sia di 10 milioni (sui 100 complessivi) e rappresenti però non il 10% ma il 30% di tutto il rischio del "portafoglio dei 10 mila crediti sottostanti. 

La quota più rischiosa, essendo la più "critica", può essere venduta solo a professionisti.  Bene, resta il 90% del titolo che rappresenta solo il 70% del rischio. Cioè, quello che resta, è un titolo meno rischioso, per ben 90 milioni di euro. 

Vediamo cosa succede quando si verifica una perdita su uno qualunque dei 10 mila crediti, ad esempio quando uno dei 10 mila debitori non restituisce i suoi 100 euro di rata in scadenza:  30 euro di perdita verranno attribuiti ai possessori dei 10 milioni di quota rischiosa, e i restanti 70 vengono attribuiti ai possessori dei 90 Milioni.

Mettendo altre percentuali di rischio dentro altre quote di titolo ad elevata concentrazione di rischio, sempre destinate a professionisti, alla fine resta per esempio un 50-70% o anche più del titolo (e stiamo parlando di 50, 70 milioni di euro) che sembra quasi completamente privo di rischio. Sembra. Si narra. 

Riassumendo: sono stati impacchettati 100 milioni di euro di titolo che rappresentano il rischio di 10mila crediti sottostanti problematici. Si chiamano ABS, assed backed securities, oppure CDO, collateralized debt obbligatons, ed altri nomi rigorosamente inglesi a seconda della struttura, ma il principio è simile.

Supponiamo che, dopo attenti studi sui questi crediti problematici, chi prepara il titolo abbia determinato un prezzo ritenuto adeguato di 50, che rappresenta la convinzione che dei 100 milioni di debiti iniziali (sempre distribuiti su 10 mila debitori) almeno 50 milioni verranno alla fine rimborsati. 

Ora il soggetto che struttura il titolo, deve decidere come distribuire il rischio in quote non omogenee :

1) La prima quota di 10 milioni, che è la più rischiosa, è legata al 30% del rischio; 

2) Nella seconda quota, facciamo sempre 10 milioni, il 25 % del rischio

3) nella terza quota di 10 milioni ci mettiamo il 20% 

In totale, abbiamo il 75 % del rischio distribuito su soli 30 milioni, e tutti e trenta possono essere venduti solo a professionisti.

4) nei restanti 70 milioni di euro di titolo, che possono essere venduti a chiunque, ci rimane solo il 25% del rischio (se la distribuzione è corretta ed equa). 

Se tutto fosse trasparente. Ma, abbiamo detto, non è proprio così.

Mettiamoci nella testa dei soggetti che partecipano al trasferimento del rischio (e che hanno "concordato" attraverso molte dure sedute di negoziazione e di studio, i prezzi e le modalità per la strutturazione del titolo, e le quote da assegnare ad ognuno.)

La banca ha 100 milioni di crediti e ora sa che valgono 50. Farà di tutto per venderli ad un prezzo superiore. 

I professionisti che devono comprare 30 milioni che rappresentano il 75% del rischio alla fine dei giochi incasseranno solo 7,5 milioni di euro, quindi non vorranno spendere per comprare la loro quota di titolo un centesimo di più di questa cifra. Anzi, lotteranno con le unghie e con i denti per pagare di meno. E siccome si prendono tanto rischio, hanno un potere negoziale non indifferente: sono indispensabili alla realizzazione del programma.

Ma non sono i più "forti".

La banca d'affari che organizza il tutto non lo fa certo gratis... e, attenzione attenzione: lei si guarda bene da assumere un rischio qualunque: lei i rischi li "prezza" e li "distribuisce", incassando commissioni, tranquille, grasse e certe. 
Un modo ulteriore di guadagnare, da parte del soggetto in questione, è quello di "intermediare" la negoziazione di "alcune specifiche" quote. Se ne compra una parte (ad un prezzo che si sa che è favorevole), e si cede ad altri quanto prima, ad un prezzo più alto. La legge vieta di usare queste informazioni, è chiaro, ma la legge viene sistematicamente aggirata, usando soggetti "falsamente terzi", come ad esempio altre unità dello stesso gruppo. 
Le commissioni di strutturazione, quelle incassate alla luce del sole, che rappresentano comunque bei soldi, dovrebbero uscire "in teoria" dalla banca che vende i crediti e dai professionisti che comprano la parte rischiosa. Ma, in pratica, escono da qualche altra parte, perché è più conveniente per tutti (tranne che per il pubblico).

La contrattazione, infatti, avviene fra tre soggetti : banca che deve vendere i crediti; la banca d'affari che organizza il tutto; i professionisti che devono investire nella quota rischiosa. Problema: tutti e tre devono fare un buon affare. Come ci riescono?

Azzardiamo un'ipotesi : si sottraggono dei margini dalla quota destinata al publico indistinto, che, guarda caso, è l'unica che non è seduta al tavolo di negoziazione. Ed è l'unica che non ha alcun elemento di giudizio, ma neppure lontano e approssimativo, per poter esprimere un giudizio fondato sulla "congruità" del prezzo del titolo. Ed è quella che si compra la parte può grande del titolo! 

Come viene "protetta" questa "parte" che rappresenta il pubblico indifeso?
Con un sistema molto ipocrita: un controllo "formale" da parte della Consob (o altra autorità, a seconda del paese) sulla redazione di un documento (il famoso "Prospetto Informativo) scritto sostanzialmente dalla banca d'affari con la collaborazione degli altri soggetti menzionati, ed ha il compito di "descrivere il rischio e la struttura del titolo".

Leggetene uno qualunque, e capite perché parlo di soluzione ipocrita, tenendo presente che la Consob non fa alcuna verifica di merito su calcoli  e sui prezzi. Primo, perché non ha strumenti e competenze per farlo; secondo, perché potrebbe essere ben felice di lasciare ad altri responsabilità piuttosto pesanti. 

Altra "Autorità" coinvolta, a "presunta" garanzia del pubblico: l'agenzia di rating, quelle che mette il suo "bollo" di qualità del rischio, attraverso il noto sistema della tripla AAA e via scendendo. Quelle che con gran disinvoltura hanno qualificato molto basso il rischio contenuto nei titoli che rappresentavano i debiti derivanti da mutui subprime, che ancora oggi avvelenano l'intero sistema. Sono entità private, pagate dai soggetti privati che hanno interesse ad ottenere una qualificazione "buona". Teniamo presente un altro fattore: queste agenzie sono esperte di credito, non di finanza. Non hanno strumenti adeguati per verificare i calcoli fatti dalle banche d'affari. Né il tempo e la voglia di farlo. Anche la loro, è una verifica formale e non sostanziale. 

Ora guardiamo più da vicino i "deus ex machina".

I soggetti professionali che strutturano queste operazioni per conto di tutte le banche piene di crediti problematici (cioè tutte le banche del mondo!), non sono professionisti qualunque. Appartengono rigorosamente al circolo assai ristretto delle Grandi Banche d'Affari Sopra Nazionali. E siccome fanno il loro mestiere, molto (molto) specialistico e molto (molto) ben pagato, loro sono sicuramente in grado di sapere tutto di quel prezzo, in ognuna delle sue componenti. E sono gli unici! Se quella previsione iniziale di 50% di recupero è abbastanza "giusta", oppure è abbastanza sottovalutata, loro lo sanno di certo, mentre non è detto che la banca che vende abbia le stesse capacità di valutazione. Quindi, può accadere che la banca venda a 55 i 100 milioni, convinta di fare un affare, mentre in realtà la previsione più corretta sarebbe stata di 60%, e allora vendendo a 55 ha perso un'opportunità. Fare attenzione: la banca ha un interesse "variabile", che può essere molto influenzato per ragioni "contabili" (in un'ottica di breve periodo) dalla quantità di accantonamenti già effettuati a fronte del rischio contenuto nei crediti che sta cedendo. Più è alto l'accantonamento, più prevale il desiderio di liberarsi comunque del problema.

Ora mettiamoci nei panni dei professionisti che comprano una quota rischiosa. 

Non sono mica fessi, dicevamo. E, quasi sempre, guarda caso, sono "conoscenti" abituali delle banche d'affari. Clienti importanti. Riceveranno mai uno sgarbo? O avranno un occhio di riguardo? Ad ogni modo anche loro sono del mestiere, ed hanno strumenti sofisticati di valutazione, che il pubblico indistinto neppure si sogna. Ma il loro asso nella manica è un altro: sono indispensabili alla riuscita dell'intero progetto, lo sanno, e buttano questo peso negoziale sul tavolo delle trattative. 

Quello che si tende facilmente a dimenticare, in questi casi, è che: se la base di partenza è data da 10mila crediti che hanno problemi, non è che puoi sperare,  per il solo fatto di averli messi tutti insieme, che il rischio di rimanere con un pugno di mosche in mano sia cambiato. Se 50 è un "prezzo corretto", alla fine dei giochi dei 100 milioni di crediti iniziali solo 50 ne verranno effettivamente restituiti. Quello che cambia, è la distribuzione di questi 50 milioni ai diversi possessori delle diverse tranche di titolo. 

Se la stima del rischio e la ripartizione fossero davvero corrette (apri bene le orecchie e rileggi attentamente), NESSUNO DEI SOGGETTI potrebbe guadagnare una lira! Ognuno dovrebbe pagare oggi, per comprarsi la sua quota di titolo, un cifra tale che rappresenta matematicamente la cifra che verrà restituita a scadenza (capitale più interessi). L'unico "utile" vero che può essere distribuito fra i soggetti partecipanti, è in quel margine di interesse che i debitori continuano a  pagare. Ma, trattandosi di debitori che non hanno una grande capacità di far fronte ai loro debiti (siamo qui per questo), non si può sperare di cavarne grandi soddisfazioni.

Il margine, quello vero, quello che mette tanti professionisti molto (molto) specializzati e molto (molto) ben pagati a studiare e discutere così accanitamente e così a lungo, deve essere altrove. Sospetto (opinione sorretta da indizi): si potrebbe trovare nella "non corretta" distribuzione del rischio, che è così profondamente oscurata dalla complicazione dei calcoli e così difficile da verificare.

Ora, un'idea per togliersi il dubbio io l'avrei. E mi farebbe davvero piacere se venisse presa in considerazione dalle Autorità (magari anche quelle giudiziarie). 
Sarebbe sufficiente avviare una indagine sulla contabilità (anche gestionale) dei vari soggetti interessati, per trovare riscontri oggettivi al sospetto: molti dei soggetti che comprano, sono talmente sicuri di aver fatto un affare, che lo registrano come utile nel momento iniziale. E ricevono ricchi premi, in conseguenza di quegli utili!

Morale della favola.

Se su quattro soggetti tre ci guadagnano... tutte le perdite si concentrano su quello rimasto fuori dai giochi. Il non professionista. Il pubblico indistinto. Al quale è stato riservato dalle Autorità il "riguardo" di poter comprare solo la quota "meno rischiosa".

Meno rischiosa, è vero: perché il rischio comporta un'alea, una incertezza. Qui invece, la fregatura nel prezzo potrebbe essere addirittura "certa"!

Se il gioco riesce, l'effetto è questo :

Le banche ripuliscono i loro bilanci liberandosi dei NPL (ecco il clamoroso 25% sbandierato da Padoan).

Le perdite, invece di sparire nel nulla, vengono distribuite abilmente fra il pubblico, inconsapevole.

Gli investitori professionisti fanno un affare (pagando poco quello che vale molto). Si accollano un rischio formalmente maggiore, in realtà si tratta di un rischio ben calcolato. Verificato da amici fidati. Le banche d'affari guadagnano belle commissioni, senza rischiare ... 

... e pantalone paga per tutti. 

E siccome tutto questo non basta a risolvere i problema, paga due volte, pantalone, con il governo che ignora i nostri bisogni e stanzia venti miliardi di euro per ... salvare la banche.

Ciliegina sulla torta : la banca centrale, la BCE, nel suo programma di quantitative easing, che a noi presentano come strumento per aumentare l'inflazione che è troppo bassa, acquista anche ABS e CDO, sul mercato secondario. A che prezzo? ma a prezzo "di mercato", che domanda importuna!

Potete verificare qui : Asset-backed securities purchase program  

In effetti, è proprio vero: quelle operazioni possono aumentare l'inflazione: gonfiano il valore di cose che di valore non ne dovrebbero proprio avere, per il bene della comunità! ... mentre il valore delle nostre case, delle nostre terre, delle nostre aziende, scivola continuamente verso il basso ...

n.b.

il "pubblico indistinto", nel 90% dei casi, quello che si compra il grosso del titolo, è rappresentato dai fondi comuni di investimento che, guarda guarda, ricevono "consigli per gli acquisti" dagli "uffici studi" delle grandi banche d'affari.

Quello che dobbiamo sapere, è che soluzioni molto più adatte al bene della comunità sono assolutamente praticabili. Ad oggi ne manca la consapevolezza e l'interesse da parte dei poteri costituiti.  

Ne parleremo in un prossimo post, che vuole approfondire ed aggiornare una vecchia idea, appena abbozzata qui  

martedì 1 agosto 2017

l'Eredità di Michele - PDF

Premessa


Sto rimaneggiando i capitoli del libro, per renderlo più ordinato, accessibile, coerente e, spero, più efficace. Sostanzialmente, più umile.
L'ho scritto di getto e con troppa passione (che è cosa buona, ma a volte troppa passione non consente una comprensione completa ed oggettiva).
Nei pochi mesi che sono trascorsi dalla fine della prima stesura (aprile 2017) ho fatto tanti altri incontri meravigliosi, con idee e con persone, che sicuramente mi permettono ora di essere più efficace.
Qui sul blog le modifiche avvengono in tempo reale, quindi la versione che leggete qui è aggiornata.



AVVISO IMPORTANTE :



LA VERSIONE PDF, INVECE, SARA' AGGIORNATA SOLO ALLA FINE DI QUESTO PERCORSO DI REVISIONE.



Se scegliete di leggerlo, nonostante le avvertenze, vi prego: non esitate a lanciarmi le critiche più dure e spietate ed a sollevare qualsiasi dubbio (è sempre legittimo).  Ne farò tesoro.



Questo è il link per raggiungere la versione originale :  L'Eredità di Michele - PDF 



Se preferite leggerlo con gli aggiornamenti in corso, invece, potete partire da qui, sul blog, da questo indice : 


Indice e link ai capitoli : l'Eredità di Michele.



Al momento ho apportato modifiche fino al capitolo III.




lunedì 3 aprile 2017

ALLEGATO A - Progetto Politico


Scarica versione PDF

Se vuoi leggere direttamente la proposta, parti da questo allegato A

Se ti domandi come sia possibile passare dalla realtà attuale, che è piena di limiti e di incognite, alla realizzazione di quella proposta, leggi da qui : Link a  Cosa fare ora

Se poi vuoi approfondire meglio il percorso che porta alla scelta di queste proposte, ti suggerisco la lettura dell'intero libro. E' semplice, scritto largo e chiaro, è gratis. Lo trovi qui : Link a  L'eredità di Michele - Istruzioni per l'uso



Progetto Politico


Nessun leader ci salverà mai, dobbiamo farlo da soli. Questo lo sai.

Però, è strano : se ti parlo di Partito Politico, che è un luogo pensato per accogliere tutti, tu scappi e neanche vuoi stare ad ascoltare

Questo è l'incantesimo più potente che la manipolazione delle informazioni sia riuscita a fare: quella che dovebbe essere la strada maestra e gioiosa per la nostra salvezza ... ci mette paura


ART. 49 Cost.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.


Per una vita che meriti fino in fondo di essere vissuta, i sogni vanno trasformati in progetti;  i progetti in realtà: attraverso un struttura e l’impegno responsabile di tutti gli interessati.

Qui vi proponiamo:  un sogno;  una strategia immediata; una bozza di progetto; una bozza di struttura. Vi chiediamo di impegnarvi responsabilmente, insieme a noi, a trasformarlo in solida realtà.

I nostri Valori Condivisi (il sogno)
Un qualsiasi partito politico rappresenta quella “parte della comunità” che, condividendo  Valori e Interessi, avanza proposte concrete per soddisfarli.
Si confronta con metodo democratico con altre “parti” che, nella stessa comunità, si identificano in Valori e Interessi più o meno diversi e, di conseguenza, avanzano proposte diverse.
Più i Valori e gli Interessi identificati sono chiari; oggettivamente condivisi; coerentemente perseguiti nelle proposte concrete; maggiore è la potenza del partito.

La nostra Strategia Immediata (il primo passo)
Per avviare il cammino necessario a trasformare i sogni in progetto politico e questo progetto in realtà, è necessario fare scelte concrete che tengano ben presenti, nell’immediato:  la circostanza che non siamo ancora al governo; i pesanti condizionamenti  che la realtà nazionale ed internazionale frappone ai nostri obiettivi di medio termine.

Le Linee Guida del nostro Programma di Medio Termine (la bozza di progetto)
Definiscono, in bozza, le Nostre Riforme Strutturali, da attuare in Parlamento, volte a garantire che la società nazionale ed internazionale venga effettivamente configurata in modo da rispecchiare i nostri Valori Condivisi.


La Nostra Struttura Organizzativa 
(la bozza di struttura)
Senza struttura, l’azione si perde nelle infinite debolezze umane. La struttura è pensata per essere democratica, trasparente, coinvolgente, disciplinata. Per favorire lo spirito di servizio, per escludere i malintenzionati, interessati al potere.
Solo l’impegno di molti, se responsabile, se positivamente critico, garantisce che la struttura sia effettivamente democratica e trasparente.




                                                               I Nostri Valori Condivisi  

Le buone scelte non si impongono, vanno proposte e se ne chiede la condivisione
La condivisione è vera se si traduce in impegno continuativo e responsabile


Il Benessere Individuale

Noi riteniamo che un'esistenza libera e dignitosa sia concretamente definita dalla effettiva disponibilità di quanto necessario a soddisfare pienamente tutti  i seguenti  Bisogni  Profondi :

- pace e sicurezza;
- aria acqua ed energia pulite, cibo sano, case sicure e accoglienti, abiti confortevoli; 
- tempo libero;
- possibilità concreta di un ampio ventaglio di scelte;
- la condivisione solidale.

Il Benessere Sociale

Noi riteniamo che una distribuzione equilibrata delle ricchezze materiali sia il presupposto per il pieno soddisfacimento di altri bisogni individuali, non materiali. a partire da una buona e duratura pace sociale.

Noi riteniamo  che la costruzione della pace sociale all’interno della nostra comunità nazionale, sia la migliore garanzia per assicurare la pace sociale anche nei rapporti internazionali.

I Beni Comuni

Noi riteniamo che il benessere individuale sia tanto più pieno quanto più condiviso. 

I Beni Comuni garantiscono il pieno godimento del bene a tutti i membri della comunità. Il godimento dei beni comuni è, per definizione, riconosciuto alla intera comunità e, in quanto tale, non può essere assoggettato a proprietà o possesso di alcun soggetto o ente.
La proprietà privata (e il possesso) garantisce il godimento del bene in via esclusiva a singoli individui, gruppi o enti, e va rispettata, nei limiti della responsabilità sociale.

E' importante definire quali beni debbano essere qualificati dalla legge “Bene Comune”, e quali possano essere disponibili per la proprietà, pubblica o privata.

Libertà e Responsabilità

Noi riteniamo che solo coniugando la Libertà con la piena Responsabilità dei cittadini si garantisce la pace sociale in maniera sostenibile, soddisfacente, duratura. La Libertà, è definita dalla capacità di fare e dalla capacità di superare gli impedimenti esterni. La Responsabilità, è definita dall'equilibrio: sono i nostri doveri sociali che garantiscono i nostri diritti individuali.

Riteniamo "doveri sociali" di tutti, necessari a garantire il buon funzionamento della democrazia rappresentativa : la partecipazione attiva dei cittadini; il voto libero ed efficace.

Sollecitiamo l'impegno personale e diretto di tutti i cittadini ad esercitare la propria sovranità attraverso tutti gli strumenti previsti dalla nostra Costituzione.

Per questo invitiamo coloro che condividono i nostri principi ispiratori e le nostre modalità, ad iscriversi a questo partito : per concorrere a determinare con metodo democratico le scelte politiche future che sapremo condividere.


La Comunità Internazionale 

Noi riteniamo che solo coniugando l'Indipendenza con la piena Responsabilità delle Nazioni si garantisce la pace sociale nella comunità internazionale.

Sollecitiamo la Nazione Italiana e tutte le Nazioni della Terra a porsi l'obiettivo di concorrere a determinare con metodo democratico la politica internazionale, per allinearla ai bisogni profondi degli esseri umani e delle comunità nazionali.

Riteniamo che il primo passo utile verso la costruzione di una comunità internazionale responsabile, sia assicurare prioritariamente la piena libertà e responsabilità all’interno della nostra comunità nazionale Italiana, resa indipendente.

Il Rispetto Profondo delle Comunità Nazionali, delle loro diverse Identità, dei territori su cui le diverse comunità nazionali sono insediate, è la migliore garanzia di superamento delle guerre, delle emigrazioni di massa, della corsa agli armamenti, della devastazione ambientale, della negazione sistematica dei diritti dell’uomo.

Noi riteniamo che con le armi si esporta solo la guerra.
Noi riteniamo che l’Italia sia il paese più adatto ad esportare nel mondo i principi di una sana democrazia: con la nostra cultura. Per questo sollecitiamo il Risveglio della Cultura Italiana.

La Politica Economica

Noi riteniamo che il lavoro e la produzione debbano essere una possibilità, più che un fine.
Se esercitati, devono essere socialmente responsabili, nel pieno rispetto della dignità dell’essere umano, degli equilibri della natura, degli equilibri sociali.

Noi riteniamo che la scelta economica sia sempre scelta Politica: influenza comunque la vita di tutti noi.

Noi riteniamo che la moneta debba essere solo uno strumento utile allo scambio dei beni e servizi.

Qualsiasi iniziativa economica (sia quella individuale, sia quella collettiva, sia quella delle istituzioni pubbliche) influenza la vita di tutti. In conseguenza, deve essere sempre  socialmente responsabileSe responsabile, l'iniziativa economica è libera; è bene che sia libera.

L'obiettivo economico delle istituzioni pubbliche che governano la Politica Economica, è il pieno soddisfacimento dei bisogni profondi di tutti e, subordinatamente, qualsiasi altro risulti compatibile, se utile.

La libertà dei capitali e delle merci è subordinata alla piena libertà delle persone.

Il Servizio Pubblico nei settori essenziali non è una attività commerciale, è un costo sociale, da condividere con solidarietà.

Va rispettata e incoraggiata la scelta di chi decide di accontentarsi di produrre di meno, consumare di meno, vivere di più.

La Piena Responsabilizzazione degli Enti Locali

Noi riteniamo importante garantire che i rappresentanti del popolo sovrano delegati a gestire la cosa pubblica, abbiano compiti chiari e strumenti efficaci. Ma anche che il popolo sovrano sia dotato di efficaci strumenti di partecipazione e di controllo.

Noi riteniamo che, una volta che siano garantite quelle condizioni, più le competenze amministrative sono attribuite ad Enti piccoli e vicini al popolo, più diventa efficiente la gestione, ed efficace il controllo popolare.

Il Comune è una dimensione ideale per la competenza esclusiva di molte materie. I Comuni propongono ed attuano con il pieno consenso delle popolazioni interessate, forme di aggregazione territoriale più estese.

Il Metodo Democratico

Noi riteniamo che solo l'impegno di tutti garantisce la sovranità popolare.

Noi riteniamo che il confronto pacifico delle idee sia il fondamento della democrazia. Il confronto pacato crea la realtà pacifica.

La democrazia accetta per definizione Valori e Interessi individuali e di gruppo diversi, ma richiede che le scelte politiche, una volta fatte, si applichino a tutti. Vanno pensate nel rispetto di tutti.

Noi auspichiamo l’esistenza di partiti diversi, ma anche il rispetto, da parte di tutti i diversi partiti, dello stesso metodo democratico e pacifico.

L’ascolto delle ragioni dell’altro è un valore. Il rispetto delle ragioni dell’altro è un valore. La pazienza è un valore. Lo sforzo di conciliare le nostre aspirazioni con quelle degli altri è un valore. La partecipazione è un valore. La responsabilità è un valore. La diversità è un valore.

Il Parlamento, è il luogo della decisione condivisa.

La Gradualità

Noi riteniamo che i cambiamenti profondi  diventano efficaci, capaci di produrre effetti, solo quando sono profondamente compresi, ampiamente condivisi e fortemente voluti dalla collettività. 

Il processo di avvicinamento agli obiettivi ultimi può essere più o meno lungo e deve, inevitabilmente, avvenire per gradi successivi. Dipende dalla nostra capacità di convincere gli altri a condividere i nostri Valori. A impegnarsi per realizzarli.

Obiettivo delle Riforme, è solo quello di “aprire le porte”, rendere possibile un cambiamento positivo.

La Pazienza è un valore

Se qualcuno è pronto a saltare direttamente nel Paradiso Terrestre, la collettività lo deve permettere; lo deve aiutare. Ci aprirà la strada.

La Coerenza

Noi riteniamo la coerenza fra il pensiero e l‘azione, fra il principio e la sua declinazione, un grande valore. Anche il più difficile da realizzare.
Per questo riteniamo necessaria la partecipazione responsabile di tutti, basata sulla capacità di critica positiva e responsabile alle azioni che ci coinvolgono. Sulla capacità di ascolto delle critiche positive. 

L’Umiltà è un valore.

Cambiare idea è un valore, quando la nuova idea avvicina maggiormente la declinazione al principio, l’azione al pensiero.

La Collaborazione 

Noi riteniamo cheLavorare insieme” per un obiettivo condiviso e importante, moltiplichi le energie in maniera esponensiale.

Permette di vedere le cose da punti di vista diversi; arricchisce e completa le conoscenze e le competenze degli individui; fa nascere nuove idee; permette di selezionare le idee migliori per tutti. Abitua alla democrazia ed al rispetto delle ragioni dell’altro.

Favorisce la conoscenza delle persone in maniera approfondita.

L’Attività Politica 

Noi riteniamo che la confusione fra  il desiderio di Potere Personale e lo Spirito di Servizio sia alla base dei meccanismi che spingono troppe persone con lo spirito giusto a stare alla larga dall’attività politica; troppe persone con spirito sbagliato ad esserne attratte.

Invitiamo le persone dotate di spirito giusto, capaci di ascolto, capaci di rispetto e capaci di prendere decisioni nell’interesse generale, a rendersi disponibili. C’è un enorme bisogno di loro.

Noi riteniamo che la scelta delle persone che ci rappresentano sia fondamentale per far funzionare la democrazia rappresentativa. E’ responsabilità di chi delega, scegliere i rappresentanti con cura, valutandone accuratamente le principali qualità umane, definite da : spirito di servizio; adeguate conoscenze generali e specifiche; adeguate competenze.

Noi riteniamo fondamentale la responsabilità di chi delega, di continuare incessantemente a sostenere con adeguata e convinta partecipazione ed anche con la dovuta fermezza, le persone delegate nei loro ruoli, per preservare nel tempo il loro spirito di servizio.

La rotazione nei ruoli, è un valore. La partecipazione impegnata, è un valore. La disponibilità è un valore.

L’attività politica, è gratuita.


L’Impegno responsabile per la nascita e la diffusione del Partito

Noi riteniamo che la scelta di impegnarsi a sostenere le attività del partito debba essere, profondamente:

- consapevole;

- responsabile.

Il libro è scritto per offrire a tutti la possibilità di comprendere in maniera approfondita il senso delle proposte avanzate. E’ bene leggerlo, criticarlo, completarlo.

Il ”libro” deve diventare un “bene comune”, per essere diffuso.

La partecipazione è disciplinata, basata sulla comprensione e sul rispetto delle Regole Base


La Partecipazione diffusa

Noi riteniamo che solo l'impegno di tanti possa salvarci, e che l'essenza della democrazia sia nell'assenza di leader. 

La struttura organizzativa del Partito è incentrata su questo valore fondante:
favorisce la partecipazione di tutti, escludendo che il potere possa concentrarsi.


Il Partito viene fondato quando almeno trecento persone avranno scelto, consapevolmente e responsabilmente, di impegnarsi per il suo successo.





La Nostra Strategia Immediata

Fino a che non ci saranno diecimila adesioni convinte, il partito non si presenta alle elezioni



1)     Nel frattempo, sostiene campagne politiche, da organizzare sul territorio, per chiedere al Parlamento Italiano di attuare immediatamente le seguenti riforme che, fra l’altro, raggiungono l’obiettivo indicato dall’Europa di riportare il Debito/PIL al 60% in meno di venti  anni, salvando il Popolo; sacrificando solo la Finanza speculativa; avvicinandoci al Paradiso Terrestre :

-  Scacco matto al sistema finanziario speculativo
  • Moneta Bene Comune : si propone all’UE l’inversione dell’art 123 del Trattato UE :  la BCE deve dare i soldi agli Stati e alle banche pubbliche; non può più darli alle banche private (così si salvano tutti i popoli d’Europa). Gli Stati decidono se e come salvare le banche private, rispondendone di fronte ai cittadini.
  • Banca Pubblica : Subito, lo Stato utilizza Cassa Depositi e Prestiti e/o MPS (trasformate) per accedere ai fondi della BCE
  • Fine della Povertà : Moneta complementare o CCF Certificati di Credito Fiscale : subito, si utilizzano 2/300 miliardi di moneta complementare o di CCF per investimenti  volti a creare benessere e buon lavoro per tutti (nelle grandi imprese pubbliche di interesse nazionale; nelle piccole e medie imprese private italiane; nelle imprese artigianali; nei settori e con gli intenti indicati nel capitolo XI) 
-  Scacco matto alle ingiustizie sociali
  • Atto del Lavoro : lo stipendio minimo non può essere inferiore al doppio dello stipendio massimo. Contratto unico a tempo indeterminato. Contratto unico a tempo determinato.
  • Giustizia Fiscale  (enorme semplificazione fiscale, giustizia, sostenibilità) : eliminazione di tutte le tasse, i tributi e le accise, e rimane un’unica imposta sui redditi di qualsiasi natura, soggetta a aliquote progressive; rimane l’IVA, con aliquote riportate al minimo indispensabile; rimane l’Imposta di successione. Si chiudono i rapporti con i paradisi fiscali.
  • Servizi al Nostro Servizio : tutte le Spa e le cooperative pubbliche di servizi si trasformano in Enti, sottratti all'ottica del profitto e soggetti al controllo degli OPCD (vedi sotto).
- Scacco matto alla corruzione
  • Potere e Responsabilità alle Comunità Locali : Si delegano in esclusiva ai Comuni le competenze necessarie alla gestione dei servizi pubblici e si assegnano risorse assolutamente adeguate.
  • Controllo Popolare : si istituiscono Organismi Pubblici di Controllo Democratico (la verifica sulle scelte politiche è Responsabilità di tutti i cittadini) dotati di strumenti efficaci di partecipazione e controllo
  • Controllo centrale : Si potenzia la Corte dei Conti

-  Scacco matto al consumismo
  • Fattorie del Paradiso Terrestre : Si assegnano le terre incolte a gruppi di persone di buona volontà disposte a sperimentare per noi tutti la “qualità” della vita nel Paradiso Terrestre.
  • I Nostri Supermercati  : Si aprono i supermercati dedicati ai prodotti delle Fattorie del Paradiso e ai prodotti dell’artigianato locale.
  • Il Nostro Cibo : Piano quinquennale per la trasformazione del settore agroindustriale che elimina la chimica e sostiene la scelta verso l’agricoltura biologica; o biodinamica; o naturale.

2)    Il Partito si presenterà alle elezioni politiche nazionali e territoriali, quando avrà raggiunto gli obiettivi di diffusione, per concorrere con metodo democratico a sostenere l’intero ventaglio di Riforme Strutturali Democratiche, elaborate a partire da quelle ipotizzate nel Programma di Medio Termine e arricchite dalle infinite altre che la creatività, liberata dalla schiavitù della competizione, saprà regalarci.

3)     Il Partito, nel frattempo, si organizza : raccogliendo adesioni, sostenendo nei territori le campagne illustrate, definendo meglio gli obiettivi di medio termine, trasformandoli in proposte di legge.

4)     A negoziare con l’Unione Europea, ci dobbiamo essere Noi, al governo del Paese.

                           
per andare al governo, ci vuole almeno un milione di iscritti, consapevoli e responsabili





Le Linee Guida del Programma di Medio Termine

da completare con il tuo impegno, le tue conoscenze,  le tue competenze
nel rispetto della coerenza del disegno complessivo


La Carta dei Beni comuni. Una speciale legge che a tendere deve avere natura costituzionale :
- definisce un apposito istituto giuridico, diverso dalla “proprietà” e dal “possesso” : il Bene Comune, che garantisce a tutti i membri della comunità (locale o nazionale) il diritto di godimento condiviso del bene. Sia esplicitamente, sia attraverso il divieto permanente di assegnare il possesso o la proprietà di quel bene a qualsiasi soggetto, pubblico o privato.
- individua i Beni Comuni locali e nazionali, da scegliere, ad esempio, fra l'acqua, l'aria, la moneta, i boschi, il pascolo, i litorali, il patrimonio artistico e culturale, i borghi, la campagna circostante.
- definisce le modalità aperte per includerne di nuovi;
- definisce le modalità estremamente rigide per declassare quelli già inclusi.

Sistema Finanziario. Per garantire a tutti il pieno soddisfacimento dei Bisogni profondi, lo Stato assume il pieno controllo delle leve di governo dell'economia: la produzione e la circolazione della moneta.
Si crea un sistema finanziario interamente pubblico, sottratto alla logica del profitto, distribuito su più livelli territoriali, il cui fine è di far circolare fluidamente ed in maniera equilibrata la moneta, intesa come strumento di scambio.
Si propone una riflessione pubblica approfondita sul tema del Risparmio: sullo spreco dissennato di risorse naturali (che hanno valore e scarsità), e sulla accumulazione di moneta (che non ha valore e non è scarsa); sulla confusione che ingenera l’idea del risparmio finanziario, incluso l’utilizzo dei titoli di stato. Sulla presunta utilità e sui pericoli sottostimati degli istituti del debito e del credito.

Investimenti. il Governo ed i Comuni avviano un programma di investimenti con i seguenti obiettivi :
- realizzare un apparato produttivo sufficiente a rendere disponibili i beni materiali fondamentali per tutta la popolazione (aria acqua ed energia pulite, cibo sano, case sicure e accoglienti, abiti confortevoli;)
- garantire che chiunque desideri un lavoro dignitoso, ne abbia la possibilità materiale;
- garantire che chiunque abbia una buona idea imprenditoriale, socialmente utile, sia aiutato a realizzarla in maniera socialmente responsabile;
- trasformare l’agricoltura praticata su suolo italiano in agricoltura biologica, biodinamica, naturale;
- rendere fruibile l’immenso patrimonio culturale italiano;
- rendere sicuro ed energeticamente efficiente il patrimonio edilizio;
- rendere permanente ed efficace una libera ricerca pubblica, svincolata dall’ottica del profitto

Atto del Lavoro : il Parlamento riforma il mercato del lavoro garantendo che nel lavoro dipendente esista un solo contratto a tempo indeterminato ed un solo contratto a tempo determinato. Validi per tutti. Si stabilisce il principio : nel lavoro dipendente lo stipendio più alto (o la pensione) non può essere più alto del doppio del più basso. Si stabiliscono le responsabilità del lavoratore autonomo. 

Giustizia Fiscale Il Parlamento attua la riforma fiscale, per garantire :
- eliminazione di tutte le tasse, i tributi e le accise, salvo i tre di seguito riformati;
- revisione dell’IRPEF con accorpamento dei redditi di qualsiasi natura; detrazione delle spese necessarie ad una esistenza libera e dignitosa ma definite in maniera tale da scoraggiare i consumi; assoggettamento ad aliquote fortemente progressive;
- revisione delle fasce e delle aliquote dell’IVA, ridotta al minimo indispensabile;
- revisione dell’imposta di successione per evitare l’accumulazione di beni materiali.
- i Comuni sono responsabili della riscossione.
- vengono rivisitati i rapporti con i paradisi fiscali.

Enti locali  A garanzia dell’efficacia e dell’efficienza, le competenze sono sempre attribuite “in esclusiva”: all’Amministrazione Centrale, oppure ai Comuni.

E’ responsabilità dei Comuni individuare le modalità di aggregazione territoriale ritenute più idonee a garantire una migliore efficienza nell’erogazione dei servizi : Regioni, Province, Ambiti Territoriali o altro. Facendo partecipare ampiamente al processo decisionale le comunità locali, e facendo sempre ratificare le proposte con referendum popolari, preceduti da ampio dibattito e informazioni esaustive su pro e contro delle diverse scelte possibili.

I controlli posti a garanzia dell’efficienza e della legalità dell’azione amministrativa, sono di due tipi:
- controlli formali della Corte dei Conti, appositamente rafforzata;
- controlli politici sostanziali, effettuati direttamente dal popolo sovrano, attraverso appositi strumenti resi efficaci (gli OPCD, organismi pubblici di controllo democratico).
Le competenze fra Enti e amministrazione centrale vengono ripartite con i seguenti criteri:
-  Il Comune è competente delle materie non espressamente attribuite all’Amministrazione Centrale;
- Il Comune è dotato di fondi trattenuti in congrua percentuale sull’IRPEF; ha autonomia piena in materia di tasse locali di scopo, da approvare con un referendum, appositamente disciplinato); può emettere moneta a circolazione locale.

Servizi Pubblici  Gli Enti locali trasformano in Enti pubblici, sottratti alla logica del profitto, tutte le imprese commerciali che erogano servizi pubblici nei seguenti settori, definiti essenziali: acqua, energia, comunicazioni, trasporti locali, salute.  Obiettivo di questi enti è quello di assicurare a tutti i membri della comunità il pieno accesso ai servizi, compatibile con un uso delle risorse efficiente e parsimonioso.
Il prezzo del servizio non serve a coprire il costo del servizio. Serve ad evitare sprechi da parte dei cittadini che ne usufruiscono. Mano a mano che si diffonde la cultura della responsabilità, il prezzo dei servizi non ha bisogno di esistere. Con gradualità, può essere ridotto ed eliminato.

La Partecipazione  Vengono istituiti  gli OPCD,  Organismi Pubblici di Controllo Democratico,  per consentire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza a partiti o associazioni, di partecipare in maniera consapevole ed efficace a verificare la rispondenza dell’azione amministrativa all’interesse generale. L’informazione agli OPCD sui principali atti amministrativi è obbligatoria, è preventiva ed è  garantita anche attraverso l’istituzione di appositi siti internet. Gli OPCD possono sempre chiedere e ottenere chiarimenti, resi obbligatori per legge. Possono partecipare al processo amministrativo con pareri che richiedono risposta scritta, obbligatoria e preventiva; possono richiedere il ricorso a referendum, per gli atti di maggiore rilevanza che risultino controversi.  

Le Imprese  Tutte le imprese, individuali o collettive, sono pienamente responsabili. Le società che desiderano avviare una attività di impresa, sono società di persone, con piena responsabilità patrimoniale, civile, penale, sociale. Le attuali società di capitali che operano sul territorio italiano decidono, entro tre anni, di sciogliersi o trasformarsi in società di persone.

La Scuola  La scuola si autogoverna. Si interfaccia con gli OPCD. Risponde al bisogno di comprendere in maniera approfondita. La scuola dà gli strumenti e invita gli insegnanti e gli studenti ad usarli, responsabilmente, a modo loro. Insegna la scelta responsabile. Insegna a valutare i Valori. Insegna la piena libertà, intesa come capacità di fare e capacità di superare i limiti esterni. Insegna l’importanza della decisione. Insegna il rispetto della diversità, l’apprezzamento della diversità, il bisogno profondo della diversità. Insegna la responsabilità. Insegna l’ascolto. Insegna le alternative possibili e la responsabilità della scelta. Ascolta il passato, vive il presente, ascolta il futuro.
Un insegnante per docici alunni è un buon equilibrio. Va assicurato.

L’economia nel Paradiso Terrestre  I Comuni individuano le terre da destinare alle Fattorie del Paradiso Terrestre, i luoghi da destinare alle attività artigianali, i luoghi da destinare ai supermercati del Paradiso terrestre e ne incentivano e favoriscono la costituzione.
Chi sceglie di vivere nelle Fattorie del Paradiso Terrestre accetta di sperimentare la sostenibilità dell’economia naturale, fatta di agricoltura naturale, artigianato, bioedilizia, accoglienza, in armonia con le leggi naturali. 




La Nostra Struttura Organizzativa

Democratica, inclusiva, trasparente, disciplinata

c’e spirito di servizio, non c’è potere nella struttura organizzativa



Se hai veramente letto il libro, ti sarà chiaro che la libertà non ce la regala nessuno. Ce la dobbiamo conquistare con impegno, costanza, responsabilità. E disciplina: rispettando le regole.  Se hai veramente letto il libro, ti sarà anche chiaro in quale maniera la disciplina è supporto alla democrazia, alla trasparenza, alla necessità di includere.

Cominciamo da qualche REGOLA BASE, chiara e semplice.


Regola prima : non esiste una guida, né un soggetto che possa mai concentrare il potere decisionale. Il potere è di tutti e, per essere effettivo, richiede il massimo impegno responsabile di ognuno.

1) Se vuoi iscriverti per collaborare, il tuo impegno è gradito e necessario. 
Devi leggere il libro, che è ancora incompleto e sarà completato con il tuo contributo.
La sua conoscenza serve a garantire che il tuo contributo sia “responsabile” e, quindi :

a) informato (perché dichiari che hai capito, e bene: di cosa stiamo parlando; perché sosteniamo proprio queste riforme, e non altre);
b) coerente (le riforme sono in bozza e vanno declinate, con il tuo contributo; ogni riforma è pensata in un disegno complessivo; se proponi altre riforme, devi assicurarti preventivamente che siano: coerenti con l’impianto generale;  condivise da un congruo numero di altri iscritti);
c) importante e generale (non ci interessa parlare del sesso degli angeli, ma di riforme strutturali; i dettagli, si vedono dopo e, soprattutto: si vedono in Parlamento. Le riforme sono pensate da noi, che siamo una parte, ma devono essere pensate per il bene di tutti).

2) nella sua versione online, il libro è :
- gratuito;
- pubblico (non serve una password per accedere);
- senza diritti d’autore (ti piace un pezzo ? copia, sei autorizzato; portalo via, elaboralo, fallo vivere di vita propria, portalo in un altro partito: sei non solo autorizzato, ma invitato a farlo);
- senza pubblicità sul sito (non mettiamo in vendita le idee e le immagini; né quelle nostre, né quelle degli altri).

3) Le idee non hanno bisogno del denaro, per volare, ma del nostro impegno: Fai leggere il libro e la Proposta di Progetto Politico. Parla con le persone, incontrale, con pazienza.  Il contributo di ognuno, sarà proporzionale al suo impegno. Le proposte di modifica dei documenti ufficiali verranno pesate per la loro condivisione. Solo quelle effettivamente condivise, saranno messe in discussione.

4) Convinci, invita, offri a tutti l’opportunità di impegnarsi.  Proponi solo le persone convinte, lascia fuori chi ha troppi dubbi. Avrà altrove altre possibilità.


5) Porta una persona nuova ogni mese. 

6 ) Convinci ad occuparsi di politica tutti quelli che incontri, anche quelli che non si riconoscono in questo partito: se parteciperanno attivamente negli OPCD, nelle associazioni culturali, nei comitati, nei movimenti, in altri partiti, il Paese ne trarrà giovamento.

7) Diffondi buona cultura politica.  E’ fatta di ascolto, rispetto, confronto costruttivo. Vietato offendere le idee e i comportamenti degli altri: un confronto pacato crea una realtà pacifica.

8) Verifica che le tue critiche siano ragionevoli e costruttive. Tutto è perfettibile, ma si procede per gradi. Una critica costruttiva aggiunge, senza togliere.

9) Esponi i tuoi dubbi e sostieni con forza le tue critiche, se ragionevoli e costruttive. Impegnati a farlo nei confronti dei delegati e dei rappresentanti nelle istituzioni. Hanno bisogno di te, per non perdere la via.




Quanto alla struttura organizzativa, invece, solo alcune idee di massima, da valutare e definire meglio in seguito.

La struttura rispecchia il modello democratico dello Stato, concepito sulla diffusione del potere, per garantire coerenza fra la nostra struttura e il nostro obiettivo di concorrere a determinare la politica nazionale.

E’ basata sulla rappresentanza partecipata e sulla delega responsabile.

La partecipazione è garantita dalle assemblee fisiche frequenti e dall’utilizzo di un adeguato strumento informatico.

lo strumento informatico per le discussioni può essere selezionato da subito fra le soluzioni open source già esistenti. Lo strumento informatico per le votazioni, che deve garantire una maggiore sicurezza e trasparenza, dovrà essere realizzato in meno di un anno.

le unità territoriali di base si organizzano in coerenza e conformità alle aggregazioni territoriali nel quale è suddivisa l’azione amministrativa nel territorio. Attualmente : comuni (quartieri e municipi), ambiti territoriali o province, regioni.

Ogni unità concorre a determinare, con metodo democratico e rispettando le Regole Base, le attività politiche del partito: elaborando proposte; valutando le proposte avanzate dalle unità di livello successivo; sostenendo sul territorio le azioni decise dai vari livelli cui si partecipa; valutando con cura le persone destinate a rappresentarle; seguendo assiduamente le attività svolte dai delegati attraverso lo strumento informatico e le assemblee fisiche.
  
La responsabilità. Ogni individuo partecipa assiduamente. Vota chi ha partecipato. Chi non ha partecipato, accetta le decisioni prese dalla maggioranza, oppure delega un suo rappresentante attivo.

La rappresentanza. Ogni unità delega le persone che la rappresentano nella unità di livello successivo.
Le unità diverse dalle unità di base avanzano le candidature per i livelli delle unità di livello successivi.
Le candidature sono votate da tutti gli iscritti alle unità di tutti i livelli precedenti. Le candidature alla direzione nazionale sono avanzate dalle unità regionali e votate da tutti gli iscritti al partito.

le votazioni, fino a quando non è disponibile un valido strumento informatico, sono effettuate in apposite assemblee fisiche raccogliendo il maggior numero di deleghe possibile.

Il sistema informatico selezionato per la discussione politica viene organizzato su diversi livelli di aggregazione, per permettere :
- ad ogni individuo, di partecipare alla discussione interna alla propria unità;
- agli individui che raccolgono la fiducia dalla propria unità di appartenenza, e che si rendono disponibili a collaborare in maniera continuativa alla elaborazione delle proposte di interesse generale del partito, in appositi gruppi di lavoro.

Le candidature a cariche elettive nelle Istituzioni pubbliche sono avanzate e votate con gli stessi criteri adottati per la selezione delle responsabilità interne al partito.



Se abbiamo capito che nessuno può essere leader, non ci resta che alzare il culo
e iniziare.


             Link al futuro: lo scrive il nostro impegno