ISTRUZIONI PER L'USO

IL TALLONE D'ACHILLE è pensato per scrivere libri, direttamente su questo blog. Qui comincia l'Eredità di Michele, l'ultimo scritto. Il precedente è stato interrotto, si vede che doveva maturare. Qui trovate IL primo LIBRO, col suo indice ed i post che lo compongono.
I "libri" raccolgono commenti, critiche e suggerimenti di chiunque voglia partecipare con spirito costruttivo. Continuano un percorso iniziato con le Note scritte su Facebook , i cui contenuti sono ora maturati ed elaborati in una visione d'insieme, arricchiti da molti anni di esperienze diverse e confronti con persone diverse.

I Post seguono quindi un percorso logico che è bene conoscere, se si vuole ripercorrere il "discorso" complessivo. Naturalmente è possibile leggere singoli argomenti ai quali si è interessati. Argomenti spot - che spesso possono nascere dall'esigenza di commentare una notizia - saranno trattati in pagine dedicate.

Buona partecipazione!


domenica 26 marzo 2017

L'eredità di Michele - Istruzioni per l'uso


link a : Premessa : Risveglio                 Scarica PDF  



                                                                                                   
                                                                             A Michele   
                                                                             Michele è mio Figlio
                                                                             è il Figlio di ognuno di Noi
                                                                             


Mi ricorda che il mio Libero Arbitrio è la mia Responsabilità.

Mi pone domande, e pretende risposte:

ci credo davvero che in ogni essere umano c’è un altro me stesso?

Se dovessi scoprire che il diritto a un’esistenza libera e dignitosa è negato agli Ultimi della Terra
solo per concedere a me, il mio benessere materiale; saprei rinunciarci?
 
Ho trascorso una vita a cercare scuse per non rispondere.
Oggi lo so, e ringrazio Michele
L’unico ostacolo che si frappone fra la schiavitù, la povertà, l’umiliazione degli Ultimi della Terra
e il Paradiso Terrestre
È il mio egoismo




I politici di professione che hanno reso inaccettabile il futuro delle nuove generazioni
non sono solo corrotti: ci hanno ingannato

ci “raccontavano” l’Europa dei popoli, costruivano l’Europa delle banche

ci hanno tolto il lavoro, la pensione, la scuola, gli ospedali, la giustizia sociale

svendono le ricchezze dei nostri Padri e la nostra Sovranità.
Tutto, in cambio di due principi che non erano scritti nella nostra Costituzione

LA STABILITA’ DELLA MONETA    e   L’ ELEVATA COMPETIZIONE

Su questi principi, e non altri,
poggia lo strapotere delle banche e delle multinazionali, dei ricchi e dei potenti, italiani e stranieri
mentre il Popolo Italiano, sotto i nostri occhi, si impoverisce.
Sono principi scolpiti nei Trattati, sono i pilastri su cui è costruita l’Unione Europea

La Libertà che ci è stata tolta, la Dignità, la Responsabilità del futuro nostro e dei nostri figli

ce le dobbiamo riprendere, dipende da Noi
dal Libero Arbitrio di ognuno di Noi




Puoi scegliere

se rimanere davanti alla TV, a lasciarti convincere che è proprio vero :
che come esci di casa c’è un terrorista che ti vuole uccidere
che per andare più veloci si deve tirare il freno
che il lavoro flessibile creerà più lavoro, un lavoro migliore
che comprare proprio quel prodotto lì, sfavillante nelle TV, è la strada per la felicità
che la povertà si sconfigge e il debito si riduce diventando più competitivi e obbedendo ai mercati

“ / “

oppure spegnere la TV, e uscire di casa
nelle strade, nelle piazze, nei luoghi d’incontro
per scoprire che non sei solo
e che tanti, tantissimi, esattamente come te, pensano che siano tutte sciocchezze.
Per raccontarlo a tutti che quello che vedi non ti piace, non lo vuoi più tollerare
che sei stufo di comprare cose che non servono a nulla e che dopo finiscono in una discarica
che la povertà si sconfigge diventando più generosi, meno egoisti
che hai scelto la solidarietà
che un altro mondo è possibile e cambiando noi stessi, e solo cambiando noi stessi, cambierà il mondo


Istruzioni per l’uso


Le parole le scelgo con cura, leggile con attenzione. Siamo stati abituati a dimenticare il significato delle parole.

Questo libro indica una soluzione. Se la vuoi solo “leggere”, puoi saltare all’ultima pagina. Non la capirai. Se non superficialmente.

Se la vuoi capire nel profondo, puoi scegliere di camminare insieme, lungo il cammino che analizza i problemi. Quelli in superficie e quelli sotto la superficie. Quelli fuori di noi e quelli dentro di noi. Appare complicato, perché siamo confusi, perché ci hanno confuso, sulle cose importanti e quelle meno importanti. Proviamo a fare chiarezza. 

Se ci manca l’informazione corretta, Non possiamo fare scelte consapevoli. Alla fine ci sentiamo confusi, e lasciamo scegliere agli altri. E gli altri, i potenti, che non aspettano altro,  ci fregano.  Capita a tutti Noi.


Perché se abbiamo studiato e capito, sapremo cosa fare. E allora lo troviamo, il coraggio di fare.


Ci sono ragioni precise per cui le aziende chiudono; il numero dei poveri cresce; la ricchezza di otto persone nel mondo supera quella di metà dell’intera popolazione mondiale.  Ed altre ragioni, ancora più precise e “tecniche”,  che impediscono,  Meccanicamente,  ai nostri politici, di togliere ai ricchi per dare ai poveri. 

Capire, è solo il primo dei nostri doveri. 

Avevo cominciato, sei anni fa, a scrivere di economia e di finanza, con grande preoccupazione, su un blog: Il Tallone d’Achille. Ero convinto, ingenuamente, ma non ero il solo, che se sveli certi “misteri” e il Re appare nudo, tutti lo vedono e agiscono di conseguenza.  Ero convinto che il tallone d’Achille del Potere potesse coincidere con la consapevolezza diffusa. La nostra consapevolezza. Quando ho cominciato a rendermi conto che il velo non è sulle spalle del Re, ma dentro i nostri occhi, e che se non vuoi vedere è inutile che qualcuno ti sbatta la realtà sotto il naso, ho prima cominciato a scrivere in maniera più angosciata, poi mi sono proprio fermato. 

Moltissimo è cambiato nell’atteggiamento delle persone e delle comunità, in questi pochissimi anni. Una cosa per tutte : non riuscivamo neppure ad indignarci, collettivamente parlando, perché sembrava che tutto potesse durare ; forse, miracolosamente, perfino migliorare.  Oggi lo sanno anche i sassi che le cose precipitano, non migliorano, senza una buona sterzata. Persone e comunità hanno smesso di sperare. Sono, letteralmente, alla “disperata” ricerca di soluzioni a problemi che appaiono enormi.

Per questo torno alla carica, con maggior convinzione di prima, un bel po’ di esperienza in più, tante conoscenze che mi hanno arricchito e, soprattutto, rafforzato da un’altra convinzione. I guasti, già previsti allora, quali conseguenze di azioni che, Meccanicamente e Potentemente, li avrebbero certamente prodotti,  si sono verificati, puntualmente. Sono talmente devastanti che …  attenzione, attenzione, qualcosa di importante sta per accadere.  Comunque.

Se ci ragioniamo sopra, se ci confrontiamo e ci aiutiamo nella comprensione dei problemi e delle loro cause, ma anche sulle diverse possibilità che, sempre, si aprono e si offrono a Noi, nei momenti “di svolta epocale”, allora è possibile, con il nostro impegno, indirizzare nella direzione che ci piace, questo  nuovo che arriva.  E tanto più è vero che “ci piace”, perché risponde ai nostri bisogni profondi, ai bisogni reali, ai bisogni di tutti, ai bisogni condivisi; più aumentano le possibilità che il cambiamento vada davvero nella direzione che abbiamo scelto.

 Se siamo distratti, sfiduciati, non disponibili, una cosa è certa: il cambiamento arriverà comunque, altri lo avranno indirizzato. 

Oggi, perfino le elite americane hanno capito che il capitalismo finanziario di rapina non può durare. Quello che crea la “ricchezza” dal nulla, facendo soldi con i soldi usando titoli e derivati, e poi usa la crisi economica per trasformare questa ricchezza fasulla nei beni reali degli Stati, delle aziende, delle famiglie, piegati dalla crisi. Lo scrive nelle sue riviste più prestigiose, che gli interessi  delle Comunità Nazionali non li puoi solo calpestare; che è venuto il tempo di rispettarli, se vogliamo evitare il peggio.

Oggi, perfino la Commissione europea inserisce nel suo Libro Bianco, fra gli scenari possibili che devono ridisegnare l’Unione europea, da qui al 2025, l’ipotesi di un bel passo indietro, da questa Europa delle banche. 

Perfino i Maya ci avevano avvisato che nel 2012 sarebbe iniziata una nuova era. Non è forse nel 2012 che è esplosa la crisi in tutta la sua gravità? E’ da allora che l’immaginario collettivo, almeno in Italia (ma forse l'Italia ha una missione) ha smesso di illudersi. Abbiamo iniziato a capire che il futuro dei nostri figli non sarebbe stato roseo, come avevamo promesso loro, ma incerto e drammatico. Abbiamo iniziato a “sentire”, dentro di noi, che è necessario “fare qualcosa” per invertire la rotta.

Ora siamo spaventati e confusi, perché non sappiamo bene come uscirne e, soprattutto, perché non sappiamo bene di chi fidarci. Ma la risposta è a portata di mano: di Noi dobbiamo fidarci. Non è tempo di delega in bianco. 

Fuori dalla televisione, fuori dai talk show che fanno della politica uno squallido spettacolo della chiacchiera, che non si può più sentire; che ci vuole far credere che non c’è soluzione e dobbiamo quindi solo rassegnarci; ci siamo noi, con le nostre capacità e una immensa voglia di fare. 

Michele, nostro figlio Michele, ci mette di fronte alla nostra Responsabilità: nudi, di fronte al nostro Libero Arbitrio. Non dovevamo lasciarglielo, un mondo incapace di accogliere. Non lo dobbiamo lasciare mai più ai nostri figli.

C’è fermento, nella società civile; nelle associazioni, nei comitati, nelle federazioni di comitati, nelle infinite forme di aggregazione che si “occupano di Politica” e si danno da fare, non si danno pace e studiano e propongono e si confrontano e ci invitano a partecipare. Da tempo si ragiona sulle cose da fare. Ne ho frequentate tantissime, in questi anni, ascoltando e osservando. Ed  ho toccato con mano una cosa stupenda: le cose che desideriamo veramente, noi persone normali, noi esseri umani, sono semplici, sono poche, e sono quasi sempre le stesse. 


Vogliamo vivere in pace; vogliamo un’esistenza libera e dignitosa; vogliamo sentirci al sicuro; abbiamo un immenso bisogno di condividere, di non sentirci soli; vogliamo che siano riconosciute le nostre identità e che siano apprezzate: la nostra identità individuale, perfino la nostra identità nazionale.

Sono bisogni profondi, molto profondi e non dobbiamo più ignorarli. Sono radicati nella nostra storia, nella nostra cultura, nella nostra lingua, nel nostro dna. L’organizzazione politica, sociale ed economica attuale, ignora e calpesta, dal primo all’ultimo, esattamente tutti questi nostri bisogni fondamentali. Per questo stiamo male. 

Esistono soluzioni di Politica economica e sociale che rispettano questi bisogni, e soluzioni che li ignorano.

Abbiamo “lasciato i mercati liberi di fare”, abbiamo demolito la responsabilità della Politica Economica, ed i mercati hanno fatto l’unica cosa nella quale sono veramente, drammaticamente, squisitamente efficienti: hanno accumulato profitti privati. Sono per pochi, i profitti privati: tolgono a tutti. Per accumulare profitti, per fare l’unica cosa che sanno fare, i mercati hanno bisogno, letteralmente bisogno, di calpestare i nostri bisogni più profondi.  Fra i diritti del capitale, ed i diritti delle persone, abbiamo premiato i diritti del capitale. Ora stiamo male.

E’ ora di riprenderci le nostre responsabilità, di governare l’economia, di recuperare il senso della politica, di impegnarci di persona. Tutti, non uno, non pochi. 

Per farlo, dobbiamo sgombrare il campo dalla profonda confusione che è stata creata, ad arte, nel nostro immaginario collettivo. Dobbiamo smontare una serie di false credenze che ci accompagnano, senza che ce ne rendiamo conto, verso soluzioni sbagliate, che premiano interessi di altri. Di quelli che investono decenni e miliardi per creare questa confusione, e accumulano ricchezze e potere. Ci fanno star male.

E’ per questo che mi permetto di  toccare, allora, le mie e le vostre corde, le nostre emozioni. Desidero anche, rispettosamente, farvi arrabbiare e indignare, spero senza mai offendere, perché l’indignazione permette di aprire gli occhi, e risveglia la nostra voglia di fare. 

Ma dobbiamo anche dominarle, subito dopo, le emozioni; perché impediscono di usare la ragione. 

Per questo uso molta punteggiatura : virgole, punti e virgole, punti, parentesi, trattini per incisi, puntini di sospensione, lascio spazi vuoti fra le frasi …  intenzionalmente ! Non voglio che la lettura “scorra”. 


Naturalmente, non ho nessuna verità da rivelare. Solo esperienza e ricerca. Ho scritto per facilitare quelli come me che cambiano idea, che sono alla ricerca, che sono disposti a mettersi in discussione. A loro offro la mia esperienza, da loro ho imparato.


Se una parola o una frase è scritta in grassetto, sottolineata, in corsivo, insomma, evidenziata in qualunque maniera : fermatevi e rileggetela. Tutta la comunicazione, oggi, vuole “scorrere”, velocemente; troppo velocemente. E vuole “emozionarci”.  Non vuole che ci fermiamo a confrontare l’informazione appena ricevuta  con la nostra esperienza. E’ roba, la riflessione, che richiede un attimo di tempo e di pace. Pensate ai TG che ci rifilano notizie flash, magari corredate da immagini violente e, contemporaneamente, lasciano scorrere altre notizie, che non c’entrano nulla con le immagini ma neppure con le cose che il conduttore ci sta dicendo, proprio li sotto. E’ “il bello della diretta”: una gran fregatura. E il cervello, poveretto, il nostro cervello, non sa più a chi dar retta. Questa modalità, è studiata scientificamente per accompagnarci verso scelte fatte da altri, che non avremmo mai accettato se solo avessimo avuto modo e tempo di riflettere.  Viviamo in un mondo che impiega DECENNI E MILIARDI per costruire nell’immaginario collettivo alcune pericolose illusioni. Distorcendo l’uso delle parole. Perché le parole, usate a dovere, cambiano la realtà. Le parole sono pietre. Le parole sono incantesimi; potenti incantesimi. Vediamo bianco quello che è nero.  E’ impossibile - materialmente impossibile - smascherare certe illusioni in un giorno. Io ci ho messo sessantadue anni a capire certe cose che, appena ieri, mi sembravano molto diverse.

La Politica Economica, in particolare, la conosciamo solo attraverso questo “immaginario collettivo”, molto confuso. Roba da tecnici. Accettiamo scelte inaccettabili solo per questo motivo: non le capiamo.

Allora, facciamo un patto : io mi sforzo di scrivere pochi concetti che - secondo la mia opinione  - sono importanti. Lo faccio nel modo  più chiaro di cui sono capace. Voi leggete con calma. Anche poche frasi al giorno. E quando siete indignati, per cortesia, smettete di leggere. Riflettiamoci su (la riflessione è uno scambio : un rimbalzare di energia). E’ IMPORTANTE.  Ci vuole il tempo per indignarsi. Dopo, il tempo, molto più lungo, ma molto più importante, per usare la ragione.  E decidere!

Ricordandoci sempre che la Ragione, senza Spirito, è dei fessi.


Meno di duecento pagine su questo Cammino, ma scritte larghe, per capire; alla ricerca di una via d’uscita.


Semplici sono le cose di cui abbiamo veramente bisogno. Vogliamo amare ed essere amati.

Perfino i potenti del mondo fanno quello che fanno solo perché si illudono di compensare con ricchezze e potere, la loro mancanza d’amore. Sete insaziabile. Aiutiamoli a capirlo, smetteranno di rovinarci l’esistenza.

Già Adam Smith, agli albori del capitalismo, li chiamava “i padroni del mondo” e li individuava nei ricchi mercanti e capitani dei grossi conglomerati industriali. Talmente avidi e ricchi e potenti da non sapersi mai accontentare.  Il loro motto è : “tutto per noi, niente per gli altri”. Per prendersi tutto, sono disposti a toglierci tutto. E lo stanno facendo. Ma non sono felici mentre lo fanno. Questo lo dobbiamo sapere.
Ci sono sempre stati, nella storia, i potenti del mondo, anche prima del capitalismo. Un tempo usavano la spada e il fucile (e ancora lo fanno in troppi posti nel mondo).

Oggi, nei paesi “civili”, “democratici”, usano un’arma molto più sottile e perversa:  manipolano le informazioni, le nostre coscienze, estorcono il nostro consenso. Le guerre, le fanno altrove, per “esportare democrazia e civiltà”.


L’inganno della ragione passa per un uso distorto e infinitamente ripetuto di alcune parole e concetti “chiave”. Se prima non li “smontiamo”, non capiremo mai “cosa fare” o, peggio ancora : faremo la cosa sbagliata.



La confusione : essere migliori / essere ricchi; competere / collaborare; crescere / distribuire; economia  / finanza. Ed altre ancora.

Dobbiamo riuscire a “vedere” e “capire” che la Povertà non è un castigo divino. E’ conseguenza di scelte politiche sbagliate. La libertà non è il permesso di fare quello che ci passa per la testa, ma la responsabilità di dare risposte concrete alle nostre profonde aspirazioni. Non c’è dignità senza libertà. 


Dobbiamo anche trovare il coraggio di ammettere che la povertà  esiste  solo perché noi, proprio noi, aspiriamo ad essere ricchi e, per diventare ricchi, tolleriamo che ci siano i poveri.



Un altro mondo è possibile. Basta stabilire le giuste priorità e rimettere la Giustizia Sociale e perfino  l’Amore, al di sopra della Politica economica per trovare soluzioni che portano, Meccanicamente e potentemente verso la Solidarietà. Lontano dalla Povertà. Nel rispetto perenne della Libertà e della Dignità di tutti. 

Vi prego, non storcete il muso quando  si parla di “’amore” in contesti politici, sociali, economici ... è una cosa bella, è potente. Non ha nulla a che fare con la religione e la metafisica. E’ molto umana e ne abbiamo un profondo bisogno per riuscire ad avviarci verso la soluzione giusta. Amore, in politica ed in economia, è SOLIDARIETA’. 

Mia madre me lo ha spiegato e trasmesso in maniera profonda : Amore, Giustizia e Verità, vivono l’uno dell’altra. Ci siamo lasciati ingannare dalle lusinghe del dio denaro, e abbiamo finito per vivere in un mondo senza amore, senza giustizia, senza verità.

Toccare con mano quanto sia vero che il denaro non ha valore, si crea dal nulla, senza limiti e senza costi, ci aiuterà ad uccidere il mostro. A liberare la nostra voglia di vivere.

Avremmo dovuto accogliere Michele con Amore, in una società Solidale, con tutta la sua Sensibilità.

Non la sappiamo più apprezzare, la Sensibilità; anzi, la bolliamo come debolezza. Non sappiamo riconoscere la Dignità, che ci mette in imbarazzo. Ci spaventa, il Libero Arbitrio. 

Cambiare i nostri desideri, le nostre scelte, le nostre azioni, apre la strada verso un mondo diverso. Viviamo in una società che rifiuta, ed espelle, i migliori fra noi. Abbiamo il dovere di cambiarla. Non possiamo più fare finta di niente. E i tempi sono maturi.




Mi sembra il modo migliore per averlo ancora, ora e sempre, fra noi, nostro Figlio Michele.





                                    INDICE DEI CAPITOLI :

Istruzioni per l’uso  

I -  I Mercati Finanziari ci consigliano le Riforme Strutturali
     (prima con le buone, poi con le cattive maniere)  Ci vogliono bene?  Chi sono?

II – La Povertà c’è, e si diffonde. La Ricchezza c’è, e si concentra 

III – Ricchezza / Povertà   (cosa sono)

IV - Competere  /  Collaborare 

V- Crescere /  Distribuire 

VI  – Economia  /  Finanza 

VII –  Economia capitalistica / resto del mondo (bella partita!) 

VIII - Le Istituzioni dello Stato. Chi dovrebbero rappresentare. Chi rappresentano 

IX – Le Istituzioni dell’Unione Europea. Chi rappresentano 

X - Più Europa : Eurobond, Euro a due velocità, in cambio di un Governo europeo. 5 scenari / Indipendenza 

XI  – Cosa fare, ora

Conclusioni 

Allegato A : Progetto politico




                  Qui inizia il percorso :  link a capitolo I



buona lettura !


4 commenti:

  1. Carissimo Guido, davvero carissimo, con quanta emozione ho letto questa tua "lettera", con quanta speranza e gratitudine. E' bello, bellissimo ritrovarti e ritrovarci. Sai che in me avrai una lettrice attenta, interessata, critica, "ribollente" di idee e domande e proposte.Io ci sono. Ci sono e mi piacerebbe esserci anche "di più". Troverò il modo per dirlo e per farlo. Intanto leggo. E ti abbraccio. Lidia

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  3. Caro Guido, ho cominciato a leggere e nonostante i tuoi tentativi, la lettura scorre e l'indignazione inizia a montare. Spero riusciremo a parlarne di persona e magari incanalare le energie verso un progetto condiviso. Continuo...a presto, Emanuele

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    1. grazie, Emanuele

      In genera accade che l'indignazione prenda il sopravvento.

      Molte persone preferiscono non sapere.

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